BTP al 3,8%, oro ai massimi, dividendi europei al 7%: i numeri raccontano storie diverse. Forse quella più interessante è anche la meno considerata.
In un momento in cui i BTP decennali rendono intorno al 3,5-3,8% e l’oro ha corso così tanto da far venire il dubbio che il meglio sia già alle spalle, vale la pena chiedersi se esistano alternative europee capaci di offrire rendimenti da dividendo superiori al 5%, sostenuti da bilanci solidi e prezzi ancora lontani dal valore reale delle aziende. Se la risposta fosse sì, e i dati sembrano suggerirlo, allora una parte del portafoglio potrebbe star lavorando molto al di sotto del suo potenziale, non per mancanza di opportunità, ma per mancanza di informazione su dove guardare.
La domanda posta nel titolo non è retorica: riguarda la costruzione del portafoglio e merita una risposta tecnica. Tre strumenti apparentemente comparabili, in realtà, rispondono a logiche profondamente diverse sul piano della generazione del rendimento, della volatilità e della protezione reale del capitale nel tempo.
L’oro non produce alcun flusso cedolare, il suo rendimento dipende interamente dall’apprezzamento di prezzo, a sua volta condizionato da variabili macro difficilmente prevedibili, come la domanda delle banche centrali, il livello del dollaro e le aspettative sull’inflazione globale. Acquistare oro significa scommettere su un contesto favorevole futuro, senza incassare nulla nel frattempo. [...]
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