Rt e incidenza tornano sopra la soglia d’allerta: perché si teme una nuova ondata Covid in Italia

Stefano Rizzuti

5 Novembre 2021 - 10:35

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Il monitoraggio settimanale della cabina di regia Iss-ministero della Salute evidenzia un aumento dell’incidenza e dell’indice Rt: entrambi i valori hanno superato la soglia d’allerta.

Rt e incidenza tornano sopra la soglia d'allerta: perché si teme una nuova ondata Covid in Italia

Salgono Rt e incidenza settimanale dei casi. I due valori tornano a superare le rispettive soglie d’allerta. E la preoccupazione per una nuova ondata di contagi da Covid-19 diventa inevitabile. I dati dell’ultima settimana in Italia sui contagi da coronavirus vengono forniti dal monitoraggio della cabina di regia Istituto superiore di sanità-ministero della Salute.

Valori che evidenziano la risalita dei casi e anche dei ricoveri in area medica e in terapia intensiva. Oltre alle situazioni delle singole Regioni - comunque ancora molto diverse tra loro - emerge anche un aumento dei casi non associati ad alcuna catena di trasmissione, una conseguenza ormai conosciuta dell’aumento dei casi. Vediamo quali sono i dati che preoccupano di più e qual è la reale situazione in Italia.

L’indice Rt sopra il limite di 1

L’Rt medio calcolato nel periodo dal 13 al 26 ottobre sui casi sintomatici è pari a 1,15 (range 0,93-1,28), superando così il valore d’allerta di 1. Inoltre si registra un aumento (atteso) rispetto alla settimana precedente. Resta stabile ma sopra la soglia epidemica anche l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,12 contro 1,13 della settimana precedente).

Le stime dell’indice Rt vengono ritenute non influenzate dall’aumento del numero dei tamponi essendo effettuate sul calcolo di casi sintomatici e ospedalizzati. La cabina di regia avverte che questi parametri devono essere monitorati con attenzione perché potrebbero “preludere a una recrudescenza epidemica”.

L’incidenza supera la soglia dei 50 casi

Dopo molti mesi torna a preoccupare il valore dell’incidenza dei casi registrati nell’ultima settimana su 100mila abitanti. A livello nazionale il dato è risalito sopra la soglia limite dei 50: si attesta a 53 casi ogni 100mila abitanti. Una cifra in aumento rispetto ai 46 contagi registrati nella settimana precedente (sempre in rapporto alla popolazione).

Tutte le Regioni e le Province autonome sono classificate a rischio moderato. In 15 di queste si riporta un’allerta di resilienza mentre nessuna riporta più di un’allerta. Per quanto riguarda l’incidenza sono 13 le Regioni e Province che hanno un tasso superiore alla soglia critica dei 50 casi ogni 100mila abitanti. I valori più alti sono quelli di Bolzano e Friuli-Venezia Giulia. Restano al di sotto della soglia dei 50 Abruzzo, Basilicata, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta.

I ricoveri e l’occupazione delle terapie intensive

Sale il tasso di occupazione in terapia intensiva: a livello nazionale è al 4% sulla base dei dati aggiornati al 4 novembre (era al 3,7% la settimana precedente). Il tasso di occupazione in area medica a livello nazionale sale dal 4,5% al 5,3% dell’ultimo monitoraggio.

Aumentano casi non associati a catene di trasmissione

Altro dato che desta preoccupazione è il “forte aumento” dei nuovi casi non associati a catene di trasmissione: sono 8.326 contro i 6.264 della settimana precedente. Per quanto riguarda i casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti la percentuale aumenta dal 33% al 35%.

Stabile la percentuale dei casi rilevati dopo la comparsa dei sintomi: la percentuale è sempre del 47%. Infine è in leggera discesa la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening: si passa dal 20% della scorsa settimana al 18% attuale.

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