Mercati: Asia in rosso, torna il timore di una bolla immobiliare

Violetta Silvestri

5 Novembre 2021 - 08:32

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Mercati in rosso oggi, con le borse asiatiche pressate da nuovi rischi di fallimento del settore immobiliare. I trader si concentrano sulle aspettative di inflazione dopo le banche centrali.

Mercati: Asia in rosso, torna il timore di una bolla immobiliare

Mercati oggi: le azioni asiatiche scambiano in territorio negativo e i futures statunitensi sono stabili, mentre il rally azionario globale si è fermato.

Le obbligazioni sovrane hanno registrato guadagni dopo che gli investitori hanno ridimensionato le aspettative sull’inasprimento della politica monetaria per reprimere l’inflazione.

Sull’indice di Hong Kong pesa lo stop delle negoziazioni di un altro sviluppatore immobiliare cinese, dopo la comunicazione del mancato pagamento su un prodotto di gestione patrimoniale. Bolla immobiliare pronta a esplodere?

In questo contesto, vediamo cosa succede oggi nei mercati.

Mercati oggi: borse asiatiche in perdita, i motivi

Alle ore 8.10 circa, il Nikkei giapponese perde lo 0,61% e gli indici cinesi Shenzhen e Shanghai vanno in rosso con un ribasso rispettivamente di 0,61% e 0,94%. Hong Kong scambia con un calo dell’1,38%.

Il mercato asiatico è nuovamente colpito dalla crisi di liquidità del settore immobiliare. Ad Hong Kong, la negoziazione di azioni dello sviluppatore cinese Kaisa Group Holdings è stata sospesa, il giorno dopo che la società ha dichiarato che una controllata aveva mancato un pagamento su un prodotto di gestione patrimoniale, l’ultimo segno di una profonda crisi di liquidità nel settore.

Da segnalare che un indice che replica gli sviluppatori della Cina continentale quotati a Hong Kong è sceso dell’1,5% e gli spread sul debito cinese ad alto rendimento in dollari si sono avvicinati ai massimi record.

Durante la notte, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno esteso le loro serie di chiusure record a sei sessioni, e il Dow Jones Industrial Average ha registrato una leggera perdita, ponendo fine a una serie di chiusure ai massimi dopo che le azioni bancarie hanno pesato.

Dollaro, obbligazioni, inflazione: il sentiment dopo le banche centrali

Si chiude il sipario sul palcoscenico delle banche centrali in questo finale di settimana.

Una delle sorprese più grandi è arrivata dalla decisione shock della Banca d’Inghilterra di rinviare un aumento dei tassi di interesse. La mossa ha fatto crollare la sterlina dell’1,36% giovedì 4 novembre, mentre i rendimenti obbligazionari sono scesi sia in Gran Bretagna che in Europa con i titoli di stato a 10 anni della Germania, il punto di riferimento per l’Eurozona, in calo di 6 punti base nel rendimento, al minimo di un mese di -0,23%.

L’indice del dollaro resta forte oltre i 94 punti dopo il rally delle scorse ore.

Intanto, nella giornata di oggi l’attenzione si sposta sul rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti che potrebbe nuovamente influenzare le mosse di politica monetaria, preannunciando un’ulteriore volatilità nel mercato obbligazionario.

Finora le azioni stanno superando tali oscillazioni: i solidi guadagni statunitensi sembrano aver rassicurato gli investitori sul fatto che la ripresa economica può resistere alla catena di approvvigionamento legata alla pandemia e alle interruzioni del lavoro, con l’inflazione in crescita.

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