Mediaset: da assemblea via libera a riassetto, Vivendi promette battaglia

Come da attese, l’assemblea straordinaria di Mediaset ha approvato il progetto di riassetto che culminerà in MFE. Vivendi ha annunciato di voler impugnare la decisione.

Mediaset: da assemblea via libera a riassetto, Vivendi promette battaglia

Via libera dell’assemblea di Mediaset al piano di riassetto delle attività italiane e spagnole del gruppo sotto una holding olandese. È quanto riporta una nota del biscione.

“L’assemblea straordinaria degli azionisti di Mediaset ha approvato oggi la fusione transfrontaliera per incorporazione di Mediaset e Mediaset España Comunicación, in Mediaset Investment, società di diritto olandese interamente e direttamente controllata da Mediaset, che assumerà la denominazione ’MFE - MEDIAFOREUROPE N.V.’ e diventerà la nuova società holding del Gruppo Mediaset”.

Per effetto della fusione, tutte le azioni Mediaset e Mediaset España saranno annullate e i rispettivi azionisti riceveranno azioni ordinarie MFE. In particolare, gli azionisti di Mediaset riceveranno un’azione ordinaria MFE per ogni titolo posseduto.

In corrispondenza del giro di boa, le azioni Mediaset guadagnano l’1,04% portandosi a 25,38 euro.

Assemblea Mediaset: Confalonieri, crediamo fermamente in MFE

“Crediamo fermamente in un progetto –ha detto il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nel corso dell’assemblea- pensato per creare per valore per tutti gli azionisti«. Si tratta, ha proseguito il manager, di un progetto “da cui dipende il futuro del gruppo».

“Non credo si possa dubitare che non sia un progetto mosso da finalità industriali". L’opposizione di Vivendi è figlia di un “conflitto di interessi”. In tempi brevi, “Mediaset punta ad aggregare altre realtà” e, non a caso, “sono stati avviati dialoghi promettenti con Prosiebensat”.

Assemblea Mediaset: perché Vivendi ha votato contro

Vivendi ha fatto sapere di voler votare contro poiché il piano include una struttura di governance e un sistema di voto maggiorato che consentirebbe alla famiglia Berlusconi di blindare il controllo della società.

Le operazioni di ristrutturazione transfrontaliera e di fusione, ha rilevato Caroline Le Masne, legale rappresentante di Vivendi, “non hanno un fine industriale ben definito”. Questo perché “le operazioni del gruppo in Italia e Spagna rimarranno tali e quali".

Assemblea Mediaset: Vivendi, quota Simon non ammessa al voto

Per quanto riguarda la media company francese, il tribunale di Milano ha riconosciuto il diritto di votare solo con la quota detenuta (9,6%) mentre per il 19,9% trasferito nel trust Simon Fiduciaria è stata esclusa questa possibilità (MediaForEurope: a Vivendi il primo round).

“Simon Fid – riporta l’ordinanza - non potrà nell’assemblea di Mediaset esprimere il voto per le azioni detenute nella misura del 19,19%, essendo prevedibile, perché preannunciato, che Mediaset solleverà a Simon Fid, sulla base dei precedenti pronunciamenti, la medesima eccezione ex art 83 septies tuf e art 43 co 11 tusmar in occasione dell’assemblea, in tal modo ’spezzando’ quella notevole e influente partecipazione unitaria del 28,8% di Vivendi che, secondo Agcom, si pone in violazione del tusmar”.

Assemblea Mediaset: Vivendi, assemblea irregolare

Questa mattina, il Cda di Mediaset ha deliberato di consentire a Vivendi l’accesso ai lavori e di “opporsi alla richiesta di Simon di esercitare i diritti di voto, e le connesse facoltà, inerenti alla Partecipazione Simon […]” e conseguentemente di “non consentire a Simon l’accesso ai lavori”.

“L’odierna assemblea straordinaria degli azionisti di Mediaset è irregolare perché il suo Consiglio di Amministrazione ha impedito a Simon Fiduciaria di votare, basandosi su un’interpretazione della legge italiana sui media che è contraria al Trattato UE”.

“Mediaset non tiene conto dei più elementari diritti degli azionisti e principi di governo societario con l’unico scopo di favorire Fininvest, senza nemmeno riconoscere un corrispettivo alle minoranze”.

“Adottando ripetutamente decisioni illegittime, il Consiglio di amministrazione di Mediaset ha posto la società in una situazione di incertezza legale”. Vivendi userà “ogni rimedio giuridico in tutte le giurisdizioni e Paesi interessati per contestare la validità della nuova struttura proposta, sia in base alle leggi nazionali che a quelle europee”.

Secondo i ben informati, il gruppo francese potrebbe decidere, in ultima istanza, di esercitare il diritto di recesso, a cui è stato posto un tetto di 180 milioni di euro.

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