Un Powell accomodante fa bene al petrolio

Secondo Carlo Alberto De Casa, Capo analista per ActivTrades, ci sono buone possibilità di aspettarsi il prezzo dell’oro nero a 54 dollari per barile nelle prossime settimane. Probabile consolidamento in area 50-51 dollari al barile prima di un ulteriore allungo

Un Powell accomodante fa bene al petrolio

Il prezzo del petrolio WTI è stato sotto i riflettori per tutta l’ultima parte dell’anno. La caduta delle quotazioni dell’oro nero sembravano non arrestarsi fino ad avere toccato la soglia psicologica dei 50 dollari al barile, considerato come ultimo baluardo dei compratori.

Dall’eccitazione provata l’anno scorso quando il WTI era arrivato a toccare i 75 dollari al barile, le quotazioni sono crollate di circa il 40% solo negli ultimi tre mesi. Movimento, oltretutto enfatizzato dagli Hedge fund che hanno preferito assumere posizioni long sul gas naturale e short sul greggio.

Per Carlo Alberto De Casa, Capo analista per ActivTrades il petrolio sta cercando di prezzare la situazione economica di lungo termine. In tal senso la «pazienza» del numero uno della Fed Jerome Powell, relativamente alla politica monetaria, ha fatto bene sia all’oro che al petrolio. Queste sono state supportate anche dal recente ottimismo per le aspettative riguardanti i negoziati tra Usa e Cina.

Secondo l’esperto, le strutture tecniche del WTI e del Brent sono infatti in miglioramento anche se, al momento, entrambi si trovano in una fase di eccesso tecnico di ipercomprato.

“I prezzi stanno registrando il loro settimo giorno consecutivo di guadagni”, prosegue l’esperto di ActivtTrades, “ma le condizioni di eccesso potrebbero portare ad un possibile consolidamento dei prezzi dopo questa costante ascesa, in particolare tra i 50 e 51 dollari al barile”.

Ci si potrebbe quindi aspettare un movimento contrario all’attuale risalita. Il punto sarà capire che entità avrà tale movimento: se correttivo o di inversione.

A tal proposito, secondo l’esperto di ActivTrades ci sono buone possibilità di vedere il petrolio salire sino al range $ 50-54 nelle prossime settimane, dopo un breve presa di respiro. «Tutto dipenderà dall’evolversi sia della situazione macroeconomica sia per la politica monetaria della banca centrale statunitense», conclude De Casa.

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