Mascherine obbligatorie, Green Pass e vaccini: cosa cambia con il governo Meloni per le restrizioni Covid

Giacomo Andreoli

28/09/2022

25/10/2022 - 09:30

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Con il nuovo esecutivo di centrodestra, a guida Fratelli d’Italia, dovrebbero essere ridotte le restrizioni legate al Covid-19: l’anno prossimo, poi, potrebbero essere del tutto abolite.

Mascherine obbligatorie, Green Pass e vaccini: cosa cambia con il governo Meloni per le restrizioni Covid

L’era delle restrizioni legate al Covid-19 potrebbe essere arrivata ai capitoli di coda. Il nuovo governo di centrodestra, a guida Fratelli d’Italia, potrebbe infatti mettere fine alle poche misure rimaste in piedi per contenere la pandemia. Giorgia Meloni, in particolare, potrebbe decidere di togliere del tutto l’obbligo di mascherine e Green Pass laddove è rimasto, ma anche introdurre alcune novità sui vaccini.

La data da segnare in rosso sul calendario è quella del 31 dicembre 2022. Entro la fine di quest’anno, infatti, scadono le ultime restrizioni prorogate dal governo Draghi. Si tratta dell’obbligo di Green Pass in ospedali e Rsa e dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari.

Per il resto il vincolo ad indossare le mascherine in alcuni luoghi al chiuso scadrà il 30 settembre e non verrà rinnovato, mentre potrebbero non andare oltre la fine dell’anno i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro, con l’obbligo di dispositivi di protezione in alcune situazioni.

Quando scade l’obbligo di mascherina al chiuso

L’uso della mascherina (Ffp2) è obbligatorio fino al 30 settembre sui mezzi di trasporto e per l’ingresso in ospedali ed Rsa. Il primo obbligo vale per pullman, metro, treni e aerei, il secondo per tutte le strutture sanitarie.

Il vincolo ad indossare il dispositivo di protezione sui mezzi di trasporto era stato prorogato a metà giugno, ma negli ultimi mesi l’imposizione è sempre meno rispettata dai passeggeri, con diverse scene di metropolitane piene e molti cittadini senza alcuna mascherina o con quelle meno protettive.

Il governo Draghi ha deciso di non prorogare queste misure e le dovrebbe sostituire solo con la forte raccomandazione all’utilizzo della mascherina più protettiva per le persone fragili e over 60, ancora coinvolte dalla campagna vaccinale. L’esecutivo di centrodestra dovrebbe confermare il tutto. Potrebbe però restare l’obbligo di mascherina in alcune università.

Le mascherine nei luoghi di lavoro

I protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro rimarranno invece in vigore fino al 31 ottobre. Quest’ultimi prevedono in alcuni casi la misurazione della temperatura all’entrata in ufficio e l’uso delle mascherine al chiuso quando non si può mantenere la distanza di almeno un metro tra un collega e l’altro.

Ancora non è chiaro con quale governo si siederanno al tavolo i sindacati e i rappresentanti dei datori di lavoro per varare i nuovi protocolli. Ma in ogni caso pare improbabile che si possa procedere con gli attuali obblighi oltre ottobre.

Fine del Green Pass nel 2023?

Per quanto riguarda il Green Pass, invece, Meloni è da sempre contraria. Il nuovo esecutivo non dovrebbe procedere immediatamente con l’abolizione, ma si limiterebbe a non prorogare il certificato verde nelle strutture sanitarie oltre la scadenza del 31 dicembre 2022. In questo modo infermieri, medici e portantini, ma anche visitatori e pazienti, non dovrebbero più dimostrare di essere vaccinati con tutte le dosi per loro previste o di aver fatto un tampone.

Vaccini, cosa farà il governo Meloni

Infine, per quanto riguarda i vaccini, Fratelli d’Italia è da sempre contraria all’obbligo. Anche qui, però, si potrebbe decidere di arrivare a scadenza naturale degli attuali provvedimenti. In questo modo dal 1 gennaio 2023 gli operatori sanitari non avrebbero più il vincolo di sottoporsi alle dosi e potrebbero essere reintegrati a pieno regime medici e infermieri che non si sono vaccinati.

Quanto alla campagna vaccinale, invece, il partito è da sempre favorevole alla somministrazione per gli over 60, potrebbe quindi rimanere la forte raccomandazione alla quarta dose per i più anziani e i fragili. Al momento la quarta dose è aperta a tutti gli over-12, ma senza raccomandazione per i più giovani: anche questa scelta dovrebbe essere confermata.

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