Market movers (17-23 agosto), questi indicatori ci diranno quanto è solida la crescita USA

Redazione Money Premium

16 Agosto 2026 - 10:02

I mercati peseranno attentamente la solidità della crescita americana, la stabilizzazione dei prezzi in Europa e la tenuta della domanda in Asia. Come reagiranno i mercati?

Market movers (17-23 agosto), questi indicatori ci diranno quanto è solida la crescita USA

In un contesto in cui i mercati continuano a valutare attentamente la traiettoria dei tassi di interesse dopo le decisioni estive delle principali banche centrali, questi dati offriranno elementi chiave per comprendere la tenuta delle economie avanzate e emergenti.

Immobiliare e produzione industriale: un check up sulla crescita USA

Negli Stati Uniti l’attenzione si concentrerà fin da lunedì 17 agosto sull’Empire State Manufacturing Index relativo al mese in corso, un indicatore regionale della Federal Reserve di New York che misura lo stato di salute del settore manifatturiero nella zona nord-orientale del Paese e che viene seguito con particolare interesse perché anticipa spesso le tendenze nazionali. Lo stesso giorno sarà pubblicato anche il NAHB Housing Market Index, che fornisce un quadro del sentiment dei costruttori residenziali, mentre i flussi TIC di giugno offriranno indicazioni sui movimenti di capitale esteri verso gli asset americani.

Martedì 18 agosto arriveranno invece i dati sui Housing Starts e sui Building Permits di luglio, insieme alla produzione industriale e al tasso di utilizzo della capacità produttiva, numeri capaci di influenzare le aspettative sulla resilienza dell’economia americana e sulle prossime mosse del Federal Open Market Committee. Mercoledì 19 agosto i mercati seguiranno con particolare attenzione la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC del 28-29 luglio, documenti che consentiranno di cogliere le sfumature del dibattito interno alla Federal Reserve sul percorso dei tassi. Giovedì 20 agosto sarà la volta del Philadelphia Fed Index e degli indicatori anticipatori di luglio, mentre le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione forniranno un aggiornamento ad alta frequenza sul mercato del lavoro.

In Europa, occhio al dato dell’inflazione

In Europa e in particolare nell’area dell’euro, che include l’Italia, il calendario sarà dominato dai dati sull’inflazione e sul sentiment. Martedì 18 agosto l’indice ZEW sul sentiment economico dell’Eurozona e della Germania offrirà una lettura aggiornata delle aspettative degli analisti finanziari, mentre nel Regno Unito usciranno i dati sul tasso di disoccupazione. Mercoledì 19 agosto Eurostat pubblicherà la lettura definitiva dell’indice dei prezzi al consumo di luglio per l’Eurozona, un dato atteso con trepidazione dopo le stime preliminari, insieme al saldo della bilancia delle partite correnti di giugno.

Lo stesso giorno il Regno Unito rilascerà il proprio indice dei prezzi al consumo di luglio, elemento cruciale per valutare la posizione della Bank of England. Per l’Italia specificamente non sono previsti rilasci di primissimo piano, ma i dati europei sull’inflazione e sulla bilancia commerciale avranno ricadute dirette sul Paese, influenzando le dinamiche di costi e competitività delle imprese italiane all’interno del mercato unico.

Quanto sta crescendo la Cina?

In Asia la settimana si aprirà con i dati cinesi di lunedì 17 agosto: la produzione industriale, le vendite al dettaglio e gli investimenti in asset fissi di luglio, pubblicati dall’Ufficio Nazionale di Statistica della Cina, saranno osservati con attenzione per capire se la seconda economia mondiale sta consolidando la ripresa o se permangono segnali di debolezza nella domanda interna e nel settore immobiliare.

Nello stesso giorno il Giappone rilascerà la lettura finale della produzione industriale di giugno. Martedì 18 agosto arriveranno gli ordini di macchinari giapponesi, un indicatore anticipatore degli investimenti delle imprese, mentre mercoledì 19 agosto la Bank Indonesia potrebbe comunicare la propria decisione sui tassi di interesse. Giovedì 20 agosto sarà la volta dell’indice dei prezzi al consumo giapponese di luglio, dato importante per valutare l’evoluzione della politica monetaria della Bank of Japan in un contesto di normalizzazione graduale.