I risultati di questi appuntamenti potranno generare volatilità significativa su azioni, obbligazioni e valute, specialmente se i dati sull’inflazione e sui consumi dovessero divergere dalle attese.
Settimana prossima si presenta come un periodo di particolare intensità per i mercati finanziari globali, dominato da una serie di rilasci macroeconomici di alto impatto provenienti principalmente dagli Stati Uniti, con riflessi rilevanti anche sull’area del Pacifico e sull’Europa.
In un contesto in cui le banche centrali mantengono un approccio cauto dopo i movimenti di politica monetaria della prima metà dell’anno, gli investitori e gli analisti avranno l’opportunità di valutare la tenuta della domanda interna americana, l’evoluzione delle pressioni inflazionistiche e la solidità del mercato immobiliare, elementi tutti capaci di influenzare le aspettative sui prossimi passi della Federal Reserve.
Attenzione a questi dati in arrivo
Martedì apre la fase più significativa con la decisione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia. L’istituto, che ha già portato il tasso di riferimento al 4,35 percento nel corso del 2026, è atteso dalla maggior parte degli osservatori a mantenere invariato il costo del denaro, anche se alcuni scenari residuali di ulteriore rialzo non sono del tutto esclusi a causa di residui rischi inflazionistici legati alle dinamiche energetiche e alla domanda interna. La pubblicazione della Statement on Monetary Policy e la successiva conferenza stampa offriranno indicazioni preziose sulla visione della banca centrale australiana riguardo al percorso di disinflazione e alla resilienza del mercato del lavoro locale, con potenziali ripercussioni sull’Australian Dollar e sui mercati azionari della regione Asia-Pacifico.
Nello stesso giorno, negli Stati Uniti, l’attenzione si concentrerà sull’indice di ottimismo delle piccole imprese elaborato dalla National Federation of Independent Business e, soprattutto, sui dati delle vendite di case esistenti relativi al mese di luglio, diffusi dalla National Association of Realtors. Questi ultimi rappresentano un termometro cruciale della salute del settore immobiliare americano, già messo alla prova da tassi ipotecari elevati e da prezzi ancora sostenuti. Un’eventuale contrazione ulteriore delle transazioni, dopo i segnali di debolezza osservati nei mesi precedenti, potrebbe rafforzare le preoccupazioni su un rallentamento della spesa delle famiglie, mentre un dato migliore delle attese potrebbe sostenere la narrativa di una domanda residenziale più resiliente del previsto.
Con questi dati cosa farà la Fed?
Il cuore della settimana arriva mercoledì 12 agosto con la pubblicazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo di luglio da parte del Bureau of Labor Statistics. Dopo la lettura di giugno che aveva mostrato un rialzo annuo del 3,5 percento e una dinamica mensile negativa, il mercato scruterà con particolare attenzione sia la componente headline sia quella core, depurata da alimentari ed energia. Un’ulteriore moderazione dei prezzi rafforzerebbe le aspettative di una Federal Reserve più incline a considerare un allentamento monetario nella seconda parte dell’anno, mentre un rimbalzo inatteso potrebbe riaccendere i timori di una disinflazione incompleta e spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato americani. Contestualmente verrà reso noto anche il saldo del bilancio federale di luglio, utile per monitorare l’evoluzione del deficit e le dinamiche fiscali in un periodo di elevata attenzione al debito pubblico.
Giovedì prosegue con l’analisi delle pressioni sui prezzi con il Producer Price Index di luglio, sempre a cura del Bureau of Labor Statistics. Questo indicatore, che misura l’inflazione all’origine, fornisce spesso anticipazioni sulle future dinamiche del Consumer Price Index e sarà accompagnato dai consueti dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione. Parallelamente, in Europa, l’attenzione potrà rivolgersi alla produzione industriale dell’area euro relativa al mese di giugno, un dato capace di confermare o smentire i segnali di debolezza del settore manifatturiero continentale già emersi nei mesi precedenti. Una lettura deludente rafforzerebbe i dubbi sulla ripresa europea, mentre un risultato superiore alle attese potrebbe offrire un sostegno temporaneo all’Euro.
La settimana si chiude con la sequenza americana di maggiore rilievo con le vendite al dettaglio di luglio e la lettura preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dalla University of Michigan per il mese di agosto. Le vendite al dettaglio rappresentano uno dei barometri più diretti della propensione alla spesa delle famiglie, e dopo l’incremento modesto registrato a giugno, il mercato valuterà se la tenuta dei consumi stia proseguendo o se stiano emergendo i primi segni di affaticamento. L’indicatore di sentiment, dal canto suo, offrirà un quadro aggiornato sulle aspettative inflazionistiche e sulla percezione delle condizioni economiche da parte dei consumatori, elementi che la Federal Reserve monitora con attenzione nelle sue deliberazioni.