Lo scenario «no recession» è possibile per gli USA ma sale il rischio stagflazione. La Cina torna a essere investibile ?

Livio Spadaro

09/04/2024

Sull’obbligazionario è sempre preferibile mantenere una duration non superiore ai 2-3 anni, nel caso di quello europeo si potrebbe aumentare scadenza media senza però andare su duration troppo lunghe.

Lo scenario «no recession» è possibile per gli USA ma sale il rischio stagflazione. La Cina torna a essere investibile ?

Nel precedente articolo era stata riportata la chiamata dell’economista di Apollo Global, Torsten Slok, sulla possibilità che la Fed potesse non effettuare tagli per l’anno in corso. Come si è visto la resilienza dell’economia americana continua ad essere forte nonostante il rallentamento dell’attività dei Servizi che sembra essere comunque compensata dal recupero dell’attività Manifatturiera. Quest’ultima peraltro sta osservando una dinamica di recupero globale fatta eccezione l’Europa che soffre l’eccessiva regolamentazione, le difficoltà (finora) della Cina e il repricing a rialzo della fornitura energetica.

Se finora si è dibattuto sul fatto che vi fosse un eccessivo entusiasmo per diversi tagli dei tassi da parte delle banche centrali, entusiasmo che si è poi riversato sull’azionario, perché l’equity continua ad essere oggetto d’acquisto tra gli investitori globali? Una risposta interessante a questo quesito l’ha data JpMorgan che non crede che il mercato azionario richieda dei tagli dei tassi per perpetuare la fase rialzista poiché l’attuale crescita del PIL (americano) superiore al trend si continua a tradurre in utili delle società più forti del previsto. Questo fatto mantiene l’appetito degli investitori per gli asset rischiosi sempre secondo la banca d’affari statunitense.

In aggiunta all’interessante spunto di JpMorgan si deve considerare che statisticamente un taglio dei tassi non deve essere poi così tanto atteso. Esaminando i cicli dei tassi della Fed dagli anni’70 ad oggi in realtà è emerso che in media lo S&P 500 ha conseguito un rialzo del 5% nell’arco di 100 giorni tra l’ultimo inasprimento monetario e il primo taglio dei tassi. Il ribasso più ampio è stato del 23% nel range di 200 giorni dopo il primo taglio dei tassi. [...]

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