Linee guida UE per il Natale ai tempi del Covid: i consigli (non vincolanti) per gli Stati membri

Antonio Cosenza

02/12/2020

05/07/2021 - 16:49

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Natale ai tempi del Covid: in attesa del nuovo DPCM, ecco cosa ne pensa l’Unione Europea.

Anche l’Unione Europea dà i propri consigli su come dovrà essere il Natale 2020. Mentre il Governo valuta quali restrizioni introdurre con il prossimo DPCM, l’UE ha già pensato ad una propria strategia per delle festività in sicurezza.

D’altronde che sarà un Natale diverso è noto ormai da tempo: il Governo sembra aver deciso in favore di regole più severe rispetto a quelle previste oggi, così da limitare le occasioni di contagio. Una decisione che trova i favori dell’Unione Europea che in queste ore ha invitato gli Stati membri ad essere prudenti in vista del Natale.

A tal proposito, il commissario alla Salute per l’Unione Europea, Stella Kyriakides, ha presentato la strategia sul Covid in vista delle festività. Un Natale blindato, così che possa essere “più sicuro per tutti”.

Festeggiare, quindi, si può, ma bisognerà fare il possibile per ridurre i rischi di contagio. Per questo motivo dall’UE sono arrivate importanti indicazioni in merito: è bene sottolineare che queste non sono vincolanti per gli Stati membri, ma immaginiamo che lo stesso Governo italiano ne prenderà almeno spunto in fase di valutazione delle norme del nuovo DPCM (per il quale il Consiglio dei Ministri è atteso in serata).

Come dovremo passare il Natale? Ecco cosa ne pensa l’UE

Il Commissario alla Salute per l’UE, Stella Kyriakides, ha ribadito l’importanza di non allentare le restrizioni anti Covid in vista delle festività di fine anno, altrimenti rischiamo di mettere a repentaglio i progressi fatti in questi mesi. Per questo motivo dobbiamo limitare il più possibile le occasioni di assembramento, come ad esempio nel caso della messa di Natale.

Messe vietate

A riguardo, infatti, la Kyriakides ha detto di voler evitare che le celebrazioni del Natale diventino “eventi super diffusori del Covid”. Da Bruxelles, quindi, arriva un vero e proprio divieto alle messe, con la proposta di sostituirle “con iniziative online, in tv o radio”.

Piste da sci chiuse

Per lo stesso motivo l’UE è favorevole con la decisione di non riaprire le piste da sci: d’altronde, lo scorso anno in molti - al ritorno dalla settimana bianca - “portarono a casa il virus”.

Bolle domestiche

Sarà importante limitare il più possibile i contatti esterni ed è per questo che l’UE consiglia di creare delle “bolle domestiche”, passando le feste sempre con le stesse persone. Un’indicazione che molto probabilmente troverà riscontro nel nuovo DPCM, in quanto qui dovrebbe esserci la raccomandazione riguardo alla possibilità di festeggiare il Natale solamente con i parenti stretti.

Auto quarantena

E qualora uno Stato - non dovrebbe essere il caso dell’Italia - dovesse decidere in favore di un allentamento temporaneo delle regole su riunioni ed eventi sociali, dovrebbe anche prevedere dei requisiti rigorosi affinché “le persone si auto-quarantenino prima e dopo un certo numero di giorni” (che secondo l’UE dovrebbe essere almeno pari a 7 giorni). Come dire che per permettere un Natale “allargato” bisognerebbe prevedere una quarantena ante e post cenone, così da evitare che questo possa trasformarsi in un’occasione di contagio.

In quest’ottica si colloca l’altra proposta dell’Unione Europea di allungare le vacanze di Natale per la scuola. Sarebbe opportuno, infatti, ritardare di qualche giorno il rientro degli studenti in classe: osservare un periodo di isolamento in casa potrebbe essere la soluzione per evitare che la riapertura delle scuole possa portare alla diffusione del Covid.

Il suggerimento, quindi, è di creare un periodo cuscinetto post-festività da estendere anche per i lavoratori (che prima di tornare sul posto di lavoro potrebbero essere impiegati in smart working). Questo permetterà ai lavoratori di auto-quarantenarsi prima di partecipare a riunioni sociali.

Attenzione alle comunicazioni ai cittadini

I singoli Stati dovranno prestare attenzione nel dare ai cittadini comunicazioni chiare e di supporto, spiegando il motivo per cui vengono prese alcune decisioni. E - quando possibile - sarebbe opportuno collegarle a determinati obiettivi così da renderli “tangibili e comprensibili”. D’altronde, mai come in questa situazione “il consenso dei cittadini e il rispetto delle misure è essenziale”.

Una comunicazione chiara è particolarmente importante anche perché non bisogna sottovalutare “l’impatto sulla salute mentale della popolazione”, specialmente tra “i più vulnerabili”. E il fatto che siano stati registrati tassi elevati di stress e ansia lo dimostra. A tal proposito, oltre a fornire supporto a queste persone bisognerà anche “garantire la disponibilità e un facile accesso ai servizi per la salute mentale di supporto psicosociale per le persone bisognose”.

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