Legittima difesa: ecco le proposte della Lega ma Bonafede rallenta

In commissione Giustizia del Senato arrivano i cinque disegni di legge sulla legittima difesa: la Lega però dovrà vincere le resistenze dei 5 Stelle.

Legittima difesa: ecco le proposte della Lega ma Bonafede rallenta

Dopo che il Movimento 5 Stelle è riuscito a portare a casa il taglio dei vitalizi per gli ex deputati e il Decreto Dignità che la prossima settimana arriverà in Parlamento, anche la Lega vuole vedere concretizzarsi uno dei suoi cavalli di battaglia.

Ecco dunque che in commissione Giustizia del Senato sono arrivate cinque proposte di legge, una di iniziativa popolare, in merito alla legittima difesa, ma il guardasigilli Alfonso Bonafede frena sull’argomento anche se una un compromesso dovrà per forza di cose essere trovato a breve.

QUI IL TESTO DELLA PROPOSTA DELLA LEGA

Come la Lega vuole cambiare la legittima difesa

La questione della legittima difesa è arrivata in commissione Giustizia del Senato. Sono cinque in totale i disegni di legge presentati in materia: due di Forza Italia, uno della Lega, uno di Fratelli d’Italia e uno di iniziativa popolare.

Stando al nuovo regolamento di Palazzo Madama voluto dall’ex Presidente Pietro Grasso proprio al termine della scorsa legislatura, una proposta di legge di iniziativa popolare deve essere incardinata entro un mese dal suo arrivo in commissione e, anche se non si è giunti a un accordo, deve essere votata dal Parlamento entro tre mesi.

Ecco dunque che finite le vacanze parlamentari il governo dovrà per forza trovare un’intesa, visto che a inizio autunno il testo sulla modifica della legittima difesa sarà oggetto di voto da parte delle Aule.

Ma come potrebbe cambiare la legittima difesa? Tutte e cinque le proposte vogliono modificare l’Articolo 52 del nostro codice penale, già di recente revisionato dal precedente governo di centrosinistra.

Vediamo allora i principali punti delle varie proposte arrivate in commissione.

Iniziativa popolare:

  • Inasprimento delle pene in caso di violazione di domicilio.
  • Ridefinizione dell’eccesso colposo.

Forza Italia:

  • L’offesa deve essere valutata sulla percezione del pericolo da parte della vittima.
  • La legittima difesa si presuppone nei casi di violazione di proprietà privata.

Fratelli d’Italia:

  • Ampliamento raggio d’azione previsto dalla legittima difesa.
  • La legittima difesa si presume nei casi di violazione di proprietà privata.

Lega:

  • All’interno della proprietà privata la difesa è sempre legittima, senza dover essere per forza proporzionale all’offesa.
  • Inasprimento delle pene per i reati di furto in abitazione e furto con strappo.

In sostanza tutte le proposte sono abbastanza simili e vedono tre principali punti in comune:

  • Eliminare il principio di proporzionalità.
  • Difesa sempre legittima all’interno della proprietà privata.
  • Inasprimento delle pene per i reati connessi.

Bonafede rallenta

Come visto al massimo a ottobre il Parlamento sarà chiamato a votare sulla modifica della legittima difesa. Un tema questo presente nel programma di governo dove però si fa cenno al’argomento in maniera piuttosto vaga.

Ora che si tratta di discutere nel dettaglio, starebbero emergendo delle differenze di vedute sul tema con la Lega che spinge e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, molto più cauto, che punta a mettere alcuni paletti.

Il timore è quello di una sorta di Far West e di una progressiva liberalizzazione delle armi, preoccupazioni però subito allontanate da Matteo Salvini che ha ribadito la massima sintonia con il ministro e che il “modello americano è l’ultimo che ho in testa”.

In Italia al momento sono 4,5 milioni i cittadini che posseggono armi da fuoco, con le richieste di porto d’armi che nell’ultimo anno hanno fatto registrare una significativa impennata del 13%.

Tutto questo nonostante il fatto che nel 2017 le rapine sono state in calo dell’8,7% e i furti del 7%. Come dimostrano le tante firme raccolte, nel nostro paese però cresce la paura ma anche la voglia di potersi difendere da soli.

La battaglia sulla legittima difesa però adesso si gioca tutta sul tavolo politico: anche la Lega vuole realizzare una delle sue promesse elettorali, visto che è a costo zero, con il Movimento 5 Stelle che alla fine secondo il principio del do ut des dovrebbe cedere al pressing degli alleati di governo.

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