Lavoro precario: questa la categoria più colpita da COVID-19 secondo i dati INPS

Lavoro precario: alcune categorie più di altre sono state colpite in modo significativo dal COVID-19 con una drastica riduzione dei rapporti di lavoro secondo i dati dell’Osservatorio sul precariato INPS gennaio-aprile 2020 pubblicato oggi. Effetti positivi invece del bonus baby sitter.

Lavoro precario: questa la categoria più colpita da COVID-19 secondo i dati INPS

Lavoro precario: c’è una categoria più colpita delle altre da COVID-19 secondo i dati INPS riportati nell’Osservatorio sul precariato di aprile e pubblicato oggi dall’Istituto.

I dati riportano la situazione drammatica del lavoro sempre più precario nel periodo pieno dell’emergenza.

Il report INPS fotografa il primo quadrimestre del 2020, da gennaio ad aprile, con una contrazione delle assunzioni drastica proprio nel mese di aprile come tuttavia si poteva facilmente immaginare.

Il dato ancora più drammatico riguarda una categoria, o categorie, che ancora fatica a uscire dall’emergenza nonostante la ripresa delle attività: parliamo degli stagionali cui si aggiungono i lavoratori in somministrazione e gli intermittenti con un contratto di lavoro già di per sé precario. Lo stesso vale per i contratti a tempo determinato.

Abbiamo già visto il poco confortante quadro illustrato da Svimez sulla perdita di posti di lavoro al Sud. Vediamo nel dettaglio i dati INPS sugli effetti del COVID-19 sul lavoro.

Lavoro precario: gli stagionali i più colpiti dal COVID-19. Dati INPS

Il lavoro è sempre più precario in Italia e gli stagionali sono tra i più colpiti dal COVID-19 secondo i dati INPS.

Nell’Osservatorio sul precariato dell’Istituto del periodo gennaio-aprile 2020 si rileva che le assunzioni da parte dei datori di lavoro privati sono state 1.493.000 nei primi quattro mesi dell’anno con una contrazione che rispetto allo stesso periodo del 2019 è stata davvero forte facendo registrare un -39%, con il picco ad aprile di -83 % quasi il doppio rispetto a marzo fermo a un -45%.

INPS sottolinea come effettivamente la causa sono state le restrizioni imposte dall’emergenza COVID-19 e evidenzia altresì che le più colpite sono state alcune tipologie contrattuali tra le quali troviamo in primis:

  • stagionali;
  • intermittenti;
  • somministrati;
  • a tempo determinato.

Proprio in merito a quest’ultimo sottolinea INPS nel report sul lavoro precario che le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-aprile 2020 sono risultate 199.000 in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-29%; -48% per il mese di aprile), quando il loro volume era risultato elevato anche per effetto anche del decreto dignità.

Nel decreto Rilancio ora legge abbiamo visto che i contratti a tempo determinato sono stati prorogati e li si vuole portare fino a dicembre.

I contratti di apprendistato risultano al contrario in crescita, ma comunque nel periodo di aprile, sottolineano i dati INPS, la variazione è stata nulla.

Le cessazioni dei rapporti di lavoro nel complesso sono state 1.701.000, meno rispetto allo stesso periodo 2019. Una diminuzione che ha interessato principalmente i contratti a tempo indeterminato tra marzo e aprile 2020 con un -47% per effetto del divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, quindi per motivi economici come previsto dal dl Cura Italia prima e dal dl Rilancio poi.

La differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi (saldo annualizzato), osserva INPS in merito ai dati sul precariato nel mondo del lavoro, identifica la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro.

Risultava questa in progressiva flessione già nel corso della seconda metà del 2019 per diventare negativa a febbraio (-29.000) e aumentare poi in modo rapido con la caduta della produttività a causa del COVID-19.

Il saldo è arrivato a -279.000 a marzo e raggiungendo, a fine aprile, il valore di -610.000 posizioni di lavoro, rispetto al 30 aprile 2019. Il saldo dei rapporti a tempo determinato ad aprile 2020 è risultato pari a -499.000. Risultati significativamente negativi si registrano, sempre a fine aprile per:

  • intermittenti con -91.000;
  • somministrati con -133.000;
  • stagionali con -169.000.

Rimandiamo alla tabella INPS in merito.

Lavoro precario: gli effetti del bonus baby sitter

I dati dell’Osservatorio INPS mettono in evidenza un altro aspetto del lavoro precario oggi con la contrazione dei contratti occasionali, ma con un positivo effetto del bonus baby sitter previsto dal Cura Italia prima e dal dl Rilancio per la proroga.

I lavoratori impiegati con Contratto di Prestazione Occasionale (CPO) ad aprile 2020, osserva INPS, sono stati 4.285 in forte diminuzione rispetto allo stesso mese del 2019. L’importo medio mensile lordo della retribuzione effettiva è stato pari a 240 euro.

Tuttavia i dati INPS evidenziano che per effetto del bonus baby sitter i lavoratori
pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF) ad aprile 2020 sono stati 51.614 con un aumento del 458% rispetto ad aprile 2019.

L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 491 euro. Dietro questi rapporti di lavoro, anche se INPS non lo dice, possiamo immaginare si celino vecchi rapporti di lavoro sommerso.

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