Lavoro contratto a termine: nuovi limiti alle imprese sul tempo determinato

Nuova stretta alle imprese per i contratti a termine: servono comprovate esigenze transitorie. Ecco come cambiano i limiti per le aziende sui contratti a tempo determinato.

Lavoro contratto a termine: nuovi limiti alle imprese sul tempo determinato

In arrivo nuovi limiti per le aziende per i contratti a tempo determinato: in una recente sentenza il Tribunale di Firenze determina nuovi confini all’applicazione del contratto a termine, ovvero la presenza di comprovate esigenze aziendali transitorie. Ove queste manchino, le imprese dovrebbero stipulare con i propri dipendenti contratti a tempo indeterminato che sono “la forma comune di rapporto di lavoro”.

Ciò non significa che il datore di lavoro sia tenuto a motivare in forma scritta le ragioni che lo hanno portato a prediligere il contratto a termine ma che, se il dipendente prova in giudizio che non ci sono ragioni transitorie, il giudice del lavoro potrà trasformarlo in un contratto a tempo indeterminato.

Per molti giuristi ed esperti del diritto del lavoro, questa decisione, seppur garantista nei confronti dei dipendenti, rischia di creare non poca confusione tra le aziende. Vediamo tutti i dettagli della decisione.

Contratto a termine, nuovi limiti dal Tribunale di Firenze

Il contratto a termine presume la presenza di esigenze transitorie in azienda, se mancano il datore di lavoro dovrebbe stipulare solo contratti indeterminati.
Il condizionale non è casuale: la decisione di cui sopra si evince dalla sentenza 794/2019 del Tribunale di Firenze, la quale si esprime sulla materia in modo completamente innovativo.

Il caso in esame riguarda un dipendente che chiedeva la nullità dei contratti a termine e delle relative proroghe (si ricorda che attualmente se ne ammettono 5 al massimo) poiché l’azienda datrice non aveva alcuna esigenza particolare che escludesse il contratto indeterminato.

I giudici fiorentini hanno accolto la pretesa del ricorrente sulla base del fatto che la contrattualistica normale del lavoro è il contratto a tempo indeterminato, mentre quello a termine deve essere stipulato solo in ipotesi residuali. Una più severa interpretazione - commentano i giudici - è necessaria ad impedire l’abuso da parte delle aziende dei contratti a tempo determinato.

Contratto a termine, serve la causale?

Il contratto a termine è disciplinato dagli articoli 19 - 29 del Decreto Dignità, dove si prevede la possibilità di concludere contratti a tempo determinato senza obbligo di causale per il periodo massimo di 36 mensilità e fino a 5 proroghe. La sentenza del Tribunale di Firenze affronta in maniera diretta la questione della causale apportando alcune novità.

Viene ribadita la non obbligatorietà della causale per l’azienda, tuttavia il dipendente può provare la mancanza delle esigenze aziendali transitorie che giustificano il termine contrattuale.

Se il giudice del lavoro ritiene che le argomentazioni del dipendente sono valide, può trasformare il contratto vigente in uno a tempo indeterminato poiché mancherebbe il presupposto del termine contrattuale.

Infatti se mancano specifiche condizioni di strategia aziendale o comprovate esigenze economiche, il datore è tenuto a stipulare contratti a tempo indeterminato.

Quella del Tribunale fiorentino è una decisione di grande impatto per le imprese, mai percorsa prima d’ora; per questo bisognerà aspettare i successivi passi della giurisprudenza con i dovuti chiarimenti sulla materia.

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