Lavoratori autonomi e professionisti, esonero contributi 2021: novità, requisiti e beneficiari

Anna Maria D’Andrea

14 Gennaio 2021 - 15:45

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Lavoratori autonomi e professionisti, esonero dal versamento dei contributi minimi per il 2021: la novità, contenuta in Legge di Bilancio, sarà finanziata da nuove risorse nel decreto Ristori 5. Facciamo il punto su requisiti e beneficiari.

Lavoratori autonomi e professionisti, esonero contributi 2021: novità, requisiti e beneficiari

Lavoratori autonomi e professionisti, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali previsto dalla Legge di Bilancio 2021 sarà al centro delle novità del decreto Ristori 5.

Senza cambiare beneficiari e requisiti, il decreto per il quale si attende l’approvazione del nuovo scostamento di bilancio, punta a stanziare ulteriori risorse per l’esonero dei contributi minimi dei titolari di partita IVA.

La novità, annunciata dal viceministro al MEF Misiani nel corso del “Forum Commercialisti ed Esperti Contabili 2021” di Italia Oggi, è uno degli interventi di ristoro per i professionisti.

Non solo gli iscritti all’INPS, ma anche gli iscritti alle casse private avranno accesso alla misura che prevede l’esonero dal versamento dei contributi minimi.

In attesa del varo del decreto Ristori 5, facciamo il punto sui requisiti e sui beneficiari dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, sulla base delle novità disposte dalla Legge di Bilancio 2021.

Lavoratori autonomi e professionisti, esonero contributi 2021: novità, requisiti e beneficiari

Sono i titolari di partita IVA che hanno subito una decisa perdita di fatturato nel 2020 i beneficiari dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali previsto dalla Legge di Bilancio 2021.

Nel dettaglio, il taglio dei versamenti contributivi, quello che è stato rinominato come l’“anno bianco fiscale” per i professionisti e gli autonomi, si applica ai seguenti soggetti:

  • lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali INPS;
  • professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

Sono quindi i lavoratori autonomi iscritti all’INPS così come i professionisti con cassa a poter beneficiare dell’esonero dal versamento dei contributi, a patto di rispettare i seguenti requisiti:

  • calo di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% nel 2020 rispetto al 2019;
  • reddito complessivo non superiore a 50.000 euro.

Le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2021 ammontano ad 1 milione di euro, ed è sullo stanziamento che si attendono novità dal decreto Ristori 5, nell’ottica di estendere il più possibile la portata dell’anno bianco fiscale.

Autonomi e professionisti, nel decreto Ristori 5 ulteriori risorse per l’esonero dei contributi minimi 2021

Le disposizioni attuative della novità prevista dalla Legge di Bilancio 2021 saranno emanate dal Ministero del Lavoro e dal MEF, entro i primi giorni del mese di marzo.

Il decreto attuativo sarà molto probabilmente l’occasione per definire al meglio la platea dei beneficiari dell’esonero contributivo, anche alla luce dell’annunciato rifinanziamento previsto dal decreto Ristori 5.

Nonostante la crisi di Governo, prosegue il lavoro per la messa a punto delle nuove misure di ristoro per le partite IVA. Ne ha parlato il viceministro al MEF, Antonio Misiani, ospite del “4° Forum Nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili”, organizzato da Italia Oggi il 14 gennaio 2021.

Si punta a stanziare ulteriori 1,5 miliardi di euro per il completo finanziamento della decontribuzione per lavoratori autonomi e professionisti, con il fine di azzerare totalmente i contributi minimi per le partite IVA in difficoltà a causa del Covid-19.

Una novità che quindi, ancor prima di diventare operativa, punta ad allargarsi, e che si affianca alle altre misure di sostegno previste per le partite IVA, ISCRO in testa.

Sempre per i lavoratori autonomi, e anche per i professionisti, sono inoltre in arrivo nuovi ristori, slegati dai criteri delle restrizioni previste su base regionale e dei codici Ateco. Un insieme di misure per le quali il primo passo è l’approvazione del nuovo scostamento di bilancio da parte del Consiglio dei Ministri, che necessità di essere poi approvato in Parlamento.

La crisi di Governo porta ad un inevitabile allungamento dei tempi. Restiamo quindi in attesa di ulteriori novità.

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