Le lauree diventano abilitanti: ecco per quali professioni

Teresa Maddonni

02/11/2021

03/11/2021 - 09:08

condividi

Alcune lauree diventano abilitanti con l’approvazione definitiva del disegno di legge in Senato. L’accesso alle professioni sarà senza l’esame di Stato. Ecco quali sono e chi resta escluso.

Le lauree diventano abilitanti: ecco per quali professioni

Le lauree diventano abilitanti con l’approvazione in via definitiva del disegno di legge al Senato con 184 voti favorevoli.

Le lauree abilitanti permettono così di accedere a specifiche professioni senza l’esame di Stato. Alcune professioni, tuttavia, sono ancora escluse dal processo di abilitazione che si compie con la laurea.

Il provvedimento sulle lauree abilitanti rappresenta uno degli interventi di riforma indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e conclude il percorso già avviato nel 2020 con il decreto Cura Italia, in piena emergenza, per la laurea in Medicina. La laurea in Medicina è stata la prima infatti a diventare abilitante con la contestuale eliminazione dell’esame di Stato.

Tra le lauree che con la nuova legge diventano abilitanti ci sono Psicologia, Farmacia, Odontoiatria, Veterinaria, mentre in una seconda fase toccherà ad altre professioni con provvedimenti specifici e su richiesta del degli ordini professionali o dei ministeri.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge e quali lauree, oltre a quelle di cui abbiamo detto, diventano abilitanti subito e chi invece dovrà attendere.

Lauree abilitanti con la nuova legge

Le lauree diventano abilitanti con il disegno di legge approvato in via definitiva al Senato il 28 ottobre 2021 e a giugno scorso alla Camera. L’esame di Stato per svolgere determinate professioni non sarà più necessario e basterà conseguire la laurea.

L’obiettivo non è solo quello di facilitare l’accesso dei giovani laureati al mercato del lavoro, ma anche rendere le nuove leve in grado di rispondere alle richieste della società, quindi alle esigenze sanitarie e produttive del Paese.

A salutare con entusiasmo l’approvazione della nuova legge per le lauree abilitanti è stata la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa che sostiene sia il “segno che l’attenzione verso i giovani sta davvero tornando protagonista nel Paese”.

“Con questa norma - aggiunge la titolare del Mur - permettiamo alle nostre studentesse e ai nostri studenti di accedere subito al mondo del lavoro, senza aspettare anni di tirocinio e l’esame di stato per potere iniziare, li mettiamo in collegamento con i professionisti già durante il corso di laurea e diamo ancora più valore al loro tempo e ai loro studi.”

Come sottolineano dal ministero il testo approvato mette le basi perché in futuro venga ampliato il novero dei titoli universitari che potranno essere resi abilitanti.

Professioni

Sono diverse le professioni alle quali ora si può accedere senza esame di stato grazie alla riforma delle lauree abilitanti, oltre ovviamente a Medicina. Come anticipato parliamo delle seguenti lauree:

  • odontoiatria e protesi dentaria;
  • farmacia e farmacia industriale;
  • medicina veterinaria;
  • psicologia.

Diventano abilitanti anche le lauree professionalizzanti in:

  • professioni tecniche per l’edilizia e il territorio;
  • professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali;
  • in professioni tecniche industriali e dell’informazione.

Le suddette lauree abilitano all’esercizio delle professioni, correlate ai singoli corsi di studio, di:

  • geometra laureato;
  • agrotecnico laureato;
  • perito agrario laureato;
  • perito industriale laureato.

Diventano abilitanti anche le lauree che danno accesso a determinate professioni per le quali non è richiesto il tirocinio post-lauream. In questo caso verrebbe emanato uno specifico provvedimento su proposta dei ministeri competenti e su richiesta degli ordini professionali di riferimento. Le professioni nel dettaglio sono quelle di:

  • tecnologo alimentare;
  • dottore agronomo e forestale;
  • pianificatore;
  • paesaggista;
  • assistente sociale;
  • attuario;
  • geologo;

A queste si aggiungono anche le professioni di chimico, fisico e biologo.

Sarà necessario in ogni caso che vengano emanati dei decreti attuativi per le lauree abilitanti entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge che dovrebbe pertanto essere operativa dal 2022.

Tirocinio ed esame finale

Per poter ottenere l’accesso alla professione direttamente con una delle lauree abilitanti elencate sopra senza l’esame di Stato è necessario avere crediti acquisiti mediante tirocinio già durante il corso di studi.

Il tirocinio curricolare dovrà permettere di ottenere almeno 30 crediti formativi; è prevista anche una prova pratica valutativa da sostenere in sede di discussione della tesi di laurea. Come prevede la legge approvata a verificare la preparazione, tecnica e teorica, ci sarà una commissione integrata “da professionisti di comprovata esperienza designati dalle rappresentanze nazionali dell’Ordine o del collegio professionale di riferimento”.

Professioni escluse dalle lauree abilitanti

Alcune professioni restano escluse dalle lauree abilitanti e nel dettaglio:

  • avvocato;
  • notaio;
  • commercialista;
  • revisore legale.

Per queste professioni resta la pratica post laurea e quindi anche l’esame di Stato.

In generale a salutare con favore la nuova legge sono stati i rappresentanti di alcune professioni come Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati, che come riporta Il Sole 24 Ore ha dichiarato:

“È una legge chiara ed essenziale per professioni già mature per questo passo. Queste nuove classi di laurea non consentono passaggi verso le sezioni junior di altri Albi. La sola iscrizione possibile resta quella relativa alle professioni stabilite per legge. Questo anche a tutela della trasparenza dovuta a chi cerca sul mercato il professionista al quale rivolgersi”

A queste parole si aggiungono quelle del presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, Giovanni Esposito, che ritiene la legge fondamentale per creare un filo diretto tra formazione e lavoro e per il quale sarà fondamentale mettere in ordine le professioni tecniche:

“Dobbiamo sederci attorno ad un tavolo anche con gli ingegneri e gli architetti per superare le sezioni B degli Albi, con le inevitabili sovrapposizioni per posizioni simili che questa comporta. Ritengo - ha concluso - che sul punto l’intesa sia vicina”.

Iscriviti a Money.it