Dietro la crescita record del PIL USA si nasconde una realtà fatta di consumi forzati, prezzi dei servizi fuori controllo, risparmi in calo e famiglie sempre più sotto pressione economica.
Bisogna lasciare perdere i comunicati roboanti che si susseguono da questa estate sulle vendite di chips per cifre astronomiche da parte di Nvidia ai realizzatori di progetti di Intelligenza Artificiale: sono dati commerciali e finanziari che hanno pompato verso l’alto il valore del titolo, ma non c’è stato alcun impatto concreto sull’economia reale americana.
Non devono trarre in inganno i roboanti incrementi del PIL statunitense che sono stati registrati nel terzo trimestre di quest’anno: al tasso annualizzato del +4,3% che è stato salutato dal Presidente Donald Trump come l’inizio di una “Nuova Età dell’Oro”. Sono stati infatti i consumi privati necessitati, le spese delle famiglie per la casa, le cure sanitarie e per i servizi finanziari, e non gli investimenti industriali a sostenere la crescita economica. Il BEA ha rilevato che questo dato “riflette incrementi della spesa dei consumatori, delle esportazioni e della spesa pubblica, in parte compensati da una diminuzione degli investimenti. Le importazioni, che sono una sottrazione nel calcolo del PIL, sono diminuite”.
Le precedenti anticipazioni di importazioni per scorte, in vista degli aumenti dei dazi che sono stati concretamente decisi solo nel corso dell’estate, hanno giocato a sfavore del saldo commerciale dei primi nove mesi dell’anno, che è passato complessivamente da un valore doganale di -877 miliardi di dollari registrato nel 2024 ai -996 miliardi dell’anno in corso: si spiega così il miglioramento del saldo doganale nel terzo trimestre di quest’anno, pari a -264 miliardi rispetto ai -307 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti