L’ultima mossa della Cina: 140 miliardi di obbligazioni in vendita per rilanciare l’economia

Federico Giuliani

16 Maggio 2024 - 06:38

La Cina ha autorizzato i piani di vendita relativi a obbligazioni a lunga scadenza dal valore complessivo di 1 miliardo di Rmb (circa 140 miliardi di dollari)

L’ultima mossa della Cina: 140 miliardi di obbligazioni in vendita per rilanciare l’economia

Il semaforo verde è arrivato. La Cina ha autorizzato i piani di vendita relativi a obbligazioni a lunga scadenza dal valore complessivo di 1 miliardo di Rmb (circa 140 miliardi di dollari). Il ricavato sarà impiegato per sostenere gli investimenti in aree critiche e rafforzare lo slancio economico nel secondo trimestre dell’anno, nel bel mezzo di una lunga crisi immobiliare e delle crescenti tensioni internazionali.

La People’s Bank of China ha chiesto una consulenza ai broker per determinare il prezzo di vendita del primo lotto di obbligazioni sovrane. Il tempo stringe, anche perché Xi Jinping sta intensificando il sostegno fiscale per aiutare l’economia nazionale e scuotere la debole fiducia dei consumatori. La spesa governativa per le infrastrutture sarà inoltre fondamentale per garantire che il gigante asiatico raggiunga il suo obiettivo di crescita annuale di circa il 5% (superiore alle previsioni degli economisti).

Come se non bastasse, la tempistica dell’emissione obbligazionaria è probabilmente finalizzata a compensare l’impatto dei dazi protezionistici che gli Stati Uniti minacciano di imporre sulle merci made in China. Da quanto fin qui emerso, le obbligazioni di durata ventennale e cinquantennale saranno offerte rispettivamente il 24 maggio e il 14 giugno. Le aste dei titoli continueranno fino alla vendita di un ultimo lotto di titoli trentennali, prevista per novembre. Il Ministero non ha reso noto l’ammontare dei titoli che saranno venduti.

La mossa di Pechino

“La vendita di obbligazioni è una parte fondamentale degli sforzi concertati per sostenere progetti significativi, urgenti e impegnativi, essenziali per la modernizzazione dell’economia,” aveva spiegato Liu Sushe, vice capo della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme, in un briefing pubblico a metà aprile.

Il Financial Times ha fatto notare che la vendita delle obbligazioni arriva inoltre dopo che nel primo trimestre di quest’anno le banche regionali cinesi avevano fatto incetta di titoli sovrani a lunga scadenza - portando il costo del prestito pubblico a minimi storici - alla ricerca di un rifugio dalla volatilità dei mercati azionari e immobiliari cinesi.

La Cina ha venduto obbligazioni simili a lunga scadenza nel 2020; in quel caso furono raccolti 1 miliardo di Rmb per tenere a bada le conseguenze derivanti dalla pandemia di Covid-19 e per incrementare gli investimenti nelle infrastrutture. Questa volta, come detto, le obbligazioni vendute dovrebbero avere scadenze ancora più lunghe, per finanziare progetti a lungo termine e alleggerire al contempo l’onere del debito dei governi locali.

Le nuove obbligazioni, tra l’altro, si differenziano dai normali titoli di Stato perché il denaro raccolto sarà destinato a scopi mirati. Per la cronaca, si tratta del quarto ciclo di emissione di obbligazioni sovrane speciali, dopo le vendite del 1998 per ricapitalizzare le banche statali e del 2007 per costituire il fondo sovrano.

Rilancio economico

La Cina sta cercando di trasformare la sua economia, portandola da un modello di crescita alimentato dagli investimenti in immobili e infrastrutture, che ha fatto lievitare i debiti delle amministrazioni locali, a qualcosa di diverso.

Nel frattempo, per alimentare la crescita interna ecco la citata vendita di obbligazioni. Arrivata, tra l’altro, in un momento cruciale per la Cina, chiamata a rimodellare la sua struttura del debito. Rispetto agli standard globali, spiegano gli esperti, Pechino ha ancora un margine significativo, potenzialmente trilioni di yuan di emissioni obbligazionarie nei prossimi cinque-dieci anni, per consentire al governo centrale di assumere una maggiore leva finanziaria e stimolare gli investimenti.

Numeri alla mano, intanto, i prezzi al consumo cinesi sono aumentati per il terzo mese consecutivo ad aprile (dello 0,3%), mentre i prezzi alla produzione hanno continuato a diminuire, segnalando un miglioramento della domanda interna. “Se si eliminano i prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia, i dati sull’inflazione al consumo suggeriscono un ritorno della domanda, soprattutto nel settore dei servizi”, ha affermato Xu Tianchen, economista senior dell’Economist Intelligence Unit, secondo quanto riportato da Reuters. Piccoli segnali di luce in un panorama ancora da schiarire.