La Cina può fermare l’Europa in 48 ore: le materie prime che mancano. Il segnale che i mercati non hanno ancora capito.
C’è una domanda che i governi europei hanno evitato di porsi con la necessaria serietà per almeno un decennio, e che adesso si impone con una urgenza che non ammette ulteriori rinvii.
La domanda è semplice nella sua formulazione, complessa nelle sue implicazioni: da chi dipende l’Europa per i materiali senza i quali la sua industria, la sua difesa e la sua transizione energetica non possono funzionare?
La risposta, nella sua brutalità, è nota. Dipende dalla Cina per le terre rare, per il gallio, per il germanio, per il tungsteno e una miriade di altri materiali. Dipende dall’Indonesia per il nichel. Dipende da paesi che hanno dimostrato, in più di un’occasione, di essere disposti a usare questa dipendenza come strumento di pressione politica e commerciale. Ora l’Europa ha deciso di muoversi e di procedere con lo stoccaggio di materie prime critiche come tungsteno, terre rare, gallio. [...]
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