Italiani in tempo di COVID: più risparmio e fiducia nel Recovery Fund

In tempo di COVID e con rischio lockdown, gli italiani si scoprono propensi al risparmio, cauti nei consumi e fiduciosi nel Recovery Fund. Prospettive economiche incerte per i cittadini

Italiani in tempo di COVID: più risparmio e fiducia nel Recovery Fund

Il coronavirus che avanza e l’ipotesi ormai incombente di un nuovo lockdown nazionale stanno plasmando l’economia, disegnando traiettorie di declino e di incerta rispresa.

In questo quadro gli stessi italiani si adattano, come possono, cambiando abitudini, atteggiamenti, convinzioni economiche.

In una indagine Acri-Ipsos emerge una fotografia della nostra popolazione dinanzi alla pandemia in continuo avanzamento: più risparmio, maggiore povertà e fiducia verso l’Europa in forte ascesa sono i nuovi segnali lanciati dagli italiani.

Italia in crisi: è il trionfo del risparmio

Il risparmio privato delle famiglie italiane è il grande vincitore della crisi COVID. Nell’indagine consueta di Acri-Ispos, infatti, è stato evidenziato il trend già chiaro: sono calati i consumi, appesantiti da previsioni negative con blocchi e chiusure dei negozi, e sono aumentate le risorse economiche messe da parte.

Dati precedente avevano messo in evidenza ben 1.600 miliardi di euro detenuti in depositi bancari, con un aumento dell’8% rispetto al 2019 a testimonianza della corsa a risparmiare da parte degli italiani.

I numeri del sondaggio hanno svelato che il 58% degli italiani ha risparmiato senza dover fare troppi sacrifici, giudicando soddisfacente l’ultimo anno grazie all’aumento delle risorse accantonate. Il 63%, inoltre, predilige risparmi in forma liquida.

Un segnale poco incoraggiante per il quadro economico dell’Italia, spiegato proprio dal presidente Acri Francesco Profumo: “questo aumento del risparmio non accresce gli investimenti e non è un motore di sviluppo”.

Tuttavia, il 65% degli italiani si è detto soddisfatto della propria propria condizione economica, rinfrancato proprio dalla maggiore capacità di risparmiare, garanzia di un futuro più stabile in vista di incertezze legate al coronavirus.

La povertà avanza

Di contro, l’aggravarsi della pandemia e le conseguenze a livello economico che ne sono scaturite hanno aumentato la percezione della povertà.

Circa un italiano su cinque non avrebbe risorse sufficienti per una spesa improvvisa di 1.000 euro. E a fronte di un imprevisto da 10.000 euro, più della metà degli intervistati si troverebbe in difficoltà.

In generale, il 30% della popolazione non riuscirebbe a reggere un nuovi lockdown nazionale. Il 27% degli intervistati, infatti, ha affermato di essere stato coinvolto nelle restrizioni economiche, con un 13% che ha subito licenziamenti o perdita di stipendio.

Italiani fiduciosi nell’UE: si attende il Recovery Fund

L’Italia, e non solo quella politica, attende con frenesia le risorse del Recovery Fund.

L’indagine ha infatti svelato una ripresa di fiducia importante verso le istituzioni europee da parte della popolazione. Molta speranza è riposta negli strumenti economici di Bruxelles, in primis nel Recovery Fund.

Il sondaggio ha rivelato che:

“l’UE ha rappresentato e continuerà a rappresentare non solo un aiuto, ma un vero e proprio sostegno per la ripresa economica del nostro paese. Il Recovery fund ha determinato una svolta nel rapporto tra l’Italia e l’Europa, che è stata l’unico soggetto internazionale, insieme alla BCE, a essere percepito come vicino”

Il 57% degli intervistati ha ammesso di fidarsi dell’Unione Europea, con un forte supporto anche verso la moneta unica, finora non molto amata e spesso accusata di peggiorare le sorti del Paese.

“I soddisfatti per l’euro sono cresciuti di 11 punti in cinque anni (dal 2014 in cui erano il 26% al 2019 in cui raggiungevano il 37%), e sono aumentati di 9 punti in un anno, raggiungendo nel 2020 il 46%, si legge nella nota Acri.

Per due terzi degli italiani uscire dalla moneta unica sarebbe un disastro.

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