Istat: nel secondo trimestre giù deficit e pressione fiscale

Migliora il rapporto deficit/Pil nel secondo trimestre 2018, passando dal 2,1% dello stesso periodo del 2017 allo 0,5%.

Istat: nel secondo trimestre giù deficit e pressione fiscale

Migliora il rapporto deficit/Pil. Lo rende noto l’Istat che proprio oggi ha pubblicato il conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.

Il miglioramento del dato sull’indebitamento netto in rapporto al Pil viene rilevato sia nel secondo trimestre sia più complessivamente nei primi sei mesi dell’anno.

In riduzione anche la pressione fiscale, mentre aumento il reddito disponibile delle famiglia, ma i consumi restano stagnanti.

La foto scattata dall’Istat risulta particolarmente interessante: il periodo di riferimento della pubblicazione – secondo trimestre 2018 – è infatti quello relativo al post elezioni e comprende anche il primo mese di attività del governo Lega-M5S.

Intanto, l’esecutivo sembra procedere a una revisione della manovra finanziaria, spostando l’asticella del rapporto tra deficit e Pil: inizialmente prevista al 2,4% per i prossimi tre anni, potrebbe scendere già a partire dal 2020.

Nel secondo trimestre deficit/Pil a 0,5%

I primi sei mesi dell’anno, fa sapere l’Istat, hanno fatto registrare una diminuzione del rapporto deficit/Pil che è passato dal 2,1% dello stesso periodo del 2017 allo 0,5%. Anche considerando l’incidenza dello scorso anno dell’intervento dello Stato sulla crisi delle banche venete per l’1,1%, il dato risulta in calo.

La variazione è evidente anche nei primi sei mesi dell’anno in corso: da gennaio a giugno 2018, il rapporto deficit/Pil è stato pari all’1,9% rispetto al 3% rilevato nello stesso semestre dell’anno precedente.

Positivi anche il saldo primario e il saldo corrente delle Amministrazioni pubbliche: l’incidenza sul Pil del primo è del 3,5%, per il secondo del 2,9%. Entrambi i dati sono in aumento a fronte rispettivamente del 2,3% e del 2,8% dello stesso periodo del 2017.

La pressione fiscale scende

Buone notizie anche sul fronte della pressione fiscale, che nel secondo trimestre 2018 si porta al 40,8%, migliorando di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, quando si era attestata al 41,4%.

Nello stesso periodo di riferimento, l’Istat rileva anche un aumento del reddito disponibile delle famiglie consumatrici, una variazione positiva dell’1,3% rispetto a primi 3 mesi dell’anno.

Ma a fronte di questo dato, non si smuovono i consumi, che crescono di appena lo 0,1%, mentre migliora la propensione al risparmio che guadagna l’1,1% rispetto al trimestre precedente, balzando all’8,6%.

“Il marcato aumento del reddito disponibile, in ampia parte spiegato dal concentrarsi dell’effetto degli incrementi retributivi del pubblico impiego, non si è trasferito sui consumi, risultati quasi stagnanti in termini congiunturali; ne è derivata una netta risalita della propensione al risparmio”

annota l’Istat.

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