Italia: il deficit scenderà al 2%

L’idea di un deficit al 2% ha fatto sorridere il cambio euro dollaro: occhi su spread Btp-Bund, titoli di Stato e Borsa Italiana oggi

Italia: il deficit scenderà al 2%

Il deficit dell’Italia scenderà al 2% nell’arco di tre anni.

Un vero e proprio segnale che il Governo ha scelto di inviare ad un’Europa preoccupata dall’eccessivo debito nostrano, forse con l’intento di evitare una sonora bocciatura da parte della Commissione Ue.

L’ipotesi di un deficit al 2% focalizzerà (di nuovo) l’attenzione di investitori e osservatori sull’odierna reazione dei mercati. Lo spread Btp-Bund e la Borsa Italiana oggi saranno soltanto due dei sorvegliati speciali, accanto ai quali siederanno però altri protagonisti del mercato tra cui il cambio euro dollaro.

Stando dunque a quanto emerso nelle ultime ore, il rapporto deficit/Pil dell’Italia sarà del 2,4% nel 2019, ma scenderà secondo le prime stime al 2,2% nel 2020 e ancora al 2,0% nel 2021.

Deficit scenderà: occhi su spread, Ftse Mib ed euro dollaro

Dopo il vertice tenutosi nella serata di ieri a Palazzo Chigi, il premier Conte ha annunciato la tanto discesa del deficit italiano. Una mossa, questa, vista come un estremo tentativo di salvare il Def di recente proposto evitando la sonora bocciatura di Bruxelles.

Tra i primi a reagire all’ipotesi sicuramente il cambio euro dollaro che ha beneficiato del migliorato sentiment degli investitori ed è tornato a scambiare in rialzo. Al momento della scrittura EURUSD sta salendo dello 0,21% su quota 1,157.

Non meno evidente, poi, l’affievolimento dello spread tra Btp e Bund che dopo i 300 punti base di ieri è tornato prima sui 288 e successivamente sui 291, grazie ad un rendimento del decennale finalmente in calo al quale si è contrapposto nelle prime ore del mattino uno yield sul tedesco in salita del 5%.

L’ipotesi di un deficit al 2% ha avuto un impatto positivo anche sul Ftse Mib, che ha avviato la terza seduta della settimana con una progressione di oltre l’1%. Il tutto dopo l’alta volatilità di ieri, martedì 2 settembre, quando a soffrire in misura maggiore sono stati i bancari, i più esposti alle oscillazioni dello spread Btp-Bund.

Al momento in cui si scrive, grazie all’ipotesi di un deficit in calo già nel 2020, la Borsa Italiana sta salendo comunque di un più modesto 0,42%.

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