Ecco come l’Italia è riuscita a risanare le sue finanze sotto il governo Meloni

Flavia Provenzani

29 Agosto 2025 - 11:23

Ma come ha fatto l’Italia a risanare le sue finanze pubbliche dopo l’arrivo di Giorgia Meloni al governo?

Ecco come l’Italia è riuscita a risanare le sue finanze sotto il governo Meloni

L’Italia, nota tra i critici come il Paese più indebitato dell’Unione Europea dopo la Grecia, è riuscita a ridurre il suo deficit in modo drastico dal 2022 ad oggi. Ma le sfide non sono finite qui.

Le recenti dinamiche sullo spread tra i titoli decennali italiani (Btp) e francesi (Oat) - con la nuova crisi che ha colpito Parigi - ha lasciato di stucco gli investitori. Al momento dell’ascesa al potere di Giorgia Meloni lo spread Btp-Oat era di 160 punti percentuali, al momento della scrittura è invece dimezzato, tre giorni fa era di soli 10 punti.

È il risultato della nuova gestione delle finanze pubbliche italiane. Nel 2022, il deficit era dell’8,6%; nel 2025, potrebbe scendere al 3,3%.

La ricetta di Meloni per ridurre il deficit

Ma come ci è riuscita Giorgia Meloni? Ha eliminato due misure costose introdotte dai suoi predecessori: il reddito di cittadinanza e il superbonus 110%.

Ma non solo. Si è basata sulle promesse fatte dai precedenti premier e ha fatto esattamente l’opposto. Se gli altri promettevano di allentare le regole del sistema pensionistico, con lei sono diventate più dure, se gli altri promettevano di abolire le accise sui carburanti, con lei sono più presenti che mai.

Un po’ è stata anche fortuna, diciamolo. Meloni ha beneficiato dell’alta inflazione al suo arrivo al governo, che garantiva allo Stato delle buone entrate fiscali, e di 200 miliardi di euro provenienti dal piano europeo post-Covid. Ma la gestione è senza dubbio efficace e lo dimostrano i dati e i fatti: 500.000 persone in più sul mercato del lavoro dal 2023 – con relativo aumento delle entrate fiscali – e la stabilità politica degli ultimi tre anni.

Gli ostacoli non finiscono qui

Ci sono tuttavia dei limiti a un ulteriore miglioramento targato Italia. Il debito italiano rimane monumentale, al 135% del PIL. Le agenzie hanno leggermente migliorato il rating sull’Italia, ma rimaniamo in categoria B.

L’onere del debito, interessi inclusi, ammonta a circa 100 miliardi di euro all’anno, il che rende evidente che l’ostacolo è ancora tutto da superare. Le leve utilizzate dal 2022 non sono più utilizzabili. E il dibattito sul sistema pensionistico è assai delicato, tutto questo mentre la situazione demografica italiana pesa sempre di più sulle nostre finanze.

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