Da dove viene il deficit degli investimenti negli Stati Uniti?

Redazione Money Premium

11 Aprile 2025 - 06:30

Il deficit di investimenti degli Stati Uniti ha raggiunto livelli record, mettendo a rischio l’equilibrio finanziario globale. Un’analisi delle cause, dei rischi e delle prospettive per i mercati

Da dove viene il deficit degli investimenti negli Stati Uniti?

Negli ultimi anni, il deficit di investimenti degli Stati Uniti ha raggiunto livelli record, suscitando preoccupazioni nei mercati finanziari globali.

Alla fine del 2024, la Posizione Netta degli Investimenti Internazionali (NIIP) statunitense ha toccato i 26,2 trilioni di dollari, pari all’88% del PIL annuale del paese. Questo dato rappresenta un incremento significativo rispetto agli anni precedenti, con una crescita netta di 1,3 trilioni di dollari solo nell’ultimo trimestre del 2024.

La crescita del deficit di investimenti degli Stati Uniti si deve principalmente all’attrattività dei mercati finanziari statunitensi, che continuano a rappresentare una destinazione privilegiata per gli investitori internazionali.

L’afflusso di capitali stranieri verso azioni, obbligazioni e immobili statunitensi è stato costante, sostenuto dall’elevata liquidità e dalla percezione di stabilità economica. Inoltre, la rivalutazione degli asset americani ha avuto un ruolo determinante: la crescita esponenziale delle azioni tecnologiche e il valore dei Treasury hanno reso gli asset statunitensi più appetibili rispetto a quelli europei o asiatici. Il dollaro, mantenendo il suo status di valuta di riserva globale, ha contribuito a rafforzare questo trend, rendendo più difficile la correzione del deficit commerciale.

Il valore totale delle attività estere detenute negli Stati Uniti ha raggiunto i 62,12 trilioni di dollari alla fine del 2024, un dato quasi raddoppiato rispetto a dieci anni fa. La quota degli asset in equity detenuti da stranieri ha registrato un incremento significativo, arrivando a 18,4 trilioni di dollari, con un aumento di 676 miliardi solo nell’ultimo trimestre dell’anno. Tuttavia, mentre gli investimenti in equity hanno continuato a crescere, la quota degli asset in Treasury detenuti da stranieri è diminuita nel tempo, rappresentando oggi solo il 15% degli asset stranieri investiti negli Stati Uniti, rispetto al 22% di quindici anni fa.

Questa crescente dipendenza dagli investimenti esteri comporta rischi significativi per l’economia statunitense. Una possibile inversione dei flussi di capitale potrebbe avere conseguenze gravi per Wall Street, determinando un calo dei prezzi azionari e una maggiore volatilità nei mercati finanziari. La possibilità che gli investitori stranieri decidano di ritirare i propri capitali potrebbe portare a una destabilizzazione economica simile a quella verificatasi nel 2022, quando il NIIP si era temporaneamente ridotto prima di riprendere la crescita. Inoltre, un disinvestimento massiccio dagli asset statunitensi potrebbe comportare un indebolimento del dollaro, con ripercussioni sui costi di importazione e sull’inflazione interna. La Federal Reserve, in questo scenario, potrebbe essere costretta a intervenire con politiche monetarie più accomodanti per evitare turbolenze nei mercati finanziari.

Nei primi mesi del 2025, alcuni segnali indicano un possibile punto di svolta nella traiettoria del NIIP. Le azioni statunitensi hanno registrato una sottoperformance rispetto ai mercati europei e asiatici, con un calo superiore al 10%, mentre il dollaro ha perso circa il 4% dall’inizio dell’anno. Contestualmente, gli investitori hanno spostato parte dei loro capitali verso azioni e obbligazioni europee e asiatiche, attratti da politiche fiscali espansive in Europa e dagli sviluppi tecnologici in Asia. Questi elementi potrebbero rappresentare un primo segnale di inversione rispetto alla tendenza degli ultimi anni.

La traiettoria futura del deficit di investimenti degli Stati Uniti dipenderà dall’evoluzione delle politiche tariffarie e commerciali, dall’andamento dei mercati finanziari internazionali e dal ruolo che il dollaro continuerà a ricoprire nel sistema finanziario globale. Se il NIIP ha effettivamente raggiunto un picco, potremmo assistere a una fase di riequilibrio che avrà profonde implicazioni sui mercati finanziari. Tuttavia, se la tendenza degli ultimi quindici anni dovesse proseguire, gli Stati Uniti continueranno a essere il principale destinatario dei risparmi globali, con tutti i rischi e le opportunità che ne derivano.