Come ha fatto Singapore a diventare così ricca?

Federico Giuliani

19 Luglio 2024 - 06:54

Per rispondere alla domanda bisogna partire da un nome: Lee Kuan Yew, primo primo ministro locale dal 1959 al 1990. Il suo modo di governare ha fatto scuola in Asia e non solo.

Come ha fatto Singapore a diventare così ricca?

Dici Singapore e pensi al lusso, alla ricchezza, ai grandi capitali che affluiscono in questa striscia di terra di 734 chilometri quadrati dove vivono poco più di 5,6 milioni di persone – e quasi 300mila milionari - che detengono, complessivamente, un tesoretto dal valore di 1,63 trilioni di dollari.

Pochi effettuano però il ragionamento successivo. Ovvero: come ha fatto questa città-stato incastonata nel cuore del Sud-est asiatico a diventare così ricca? Per rispondere alla domanda bisogna partire da un nome: Lee Kuan Yew, primo primo ministro locale dal 1959 al 1990 e poi leader indiscusso della politica locale fino alla sua morte, avvenuta nel 2015. È stato Lee, in sostanza, l’uomo che ha fondato la moderna Singapore e guidato la sua trasformazione economica.

Singapore, intanto, ha poca terra e nessuna risorsa naturale. Ma dopo la sua indipendenza, conseguita nel 1965, l’ex colonia britannica è stata trasformata in un importante centro manifatturiero e finanziario. “Dal 1965 abbiamo avuto una società unita, saldamente sostenuta da un sistema meritocratico, che spinge per standard di istruzione più elevati, standard di rendimento più elevati e meritocratici a ogni livello”, ha dichiarato Lee nel 2013.

Una storia di successo

I conservatori considerano Singapore come una storia di successo del libero mercato. Basse tasse, poche restrizioni sui capitali e politiche di immigrazione liberali hanno in effetti reso questa striscia di terra uno dei luoghi più cosmopoliti della Terra. Certo, alcuni dei settori più grandi e strategici a livello nazionale, come la cantieristica navale, l’elettronica, il settore bancario e ora anche il private banking, hanno avuto origine perché Lee e il governo hanno destinato appositamente fondi statali per sbloccare e potenziare quelle aree. Le autorità hanno inoltre fornito servizi sociali, come l’edilizia abitativa e l’assistenza sanitaria, questo ha portato ad una certa pace sociale.

L’aspetto più interessante è però il seguente: il pil pro capite di Singapore, adesso pari a circa 88mila dollari, è raddoppiato in termini reali negli ultimi 20 anni. Al momento della sua indipendenza, il Paese era infatti più povero del Sudafrica o della Giordania. Negli ultimi due decenni, ha poi aggiunto l’Economist, il salario medio per i residenti di Singapore che lavorano a tempo pieno è aumentato del 43% in termini reali (rispetto al +8% registrato negli Usa).

Il risultato è che Singapore è un’economia matura ma che, come il Giappone, ha visto la sua crescita rallentare; ha inoltre dovuto competere con altri Paesi a basso salario che a volte ne hanno emulato le politiche economiche. La gente vive bene a queste latitudini anche se il pil pro capite nasconde un alto livello di disuguaglianza che il nuovo primo ministro Lawrence Wong dovrà cercare di risolvere.

Il segreto di Singapore

L’ascesa di Singapore è stata attribuita insomma a più fattori: alla sua avanzata infrastruttura tecnologica, alla disponibilità di manodopera qualificata, alle leggi favorevoli sull’immigrazione e al modo efficiente in cui è possibile avviare nuove attività imprenditoriali. Possiamo però allargare il ragionamento per trovare un altro imprescindibile motivo dietro al successo di questa città-stato.

Singapore è infatti strategicamente posizionata nel mezzo del Sud-est asiatico come hub commerciale e logistico. Giusto per fare un esempio, le navi che trasportano petrolio dal Medio Oriente verso Paesi dell’Asia orientale devono attraversare lo Stretto di Malacca; inoltre, non possono fare l’intero viaggio senza fare rifornimento.

Pertanto, Singapore è naturalmente ben posizionata per essere un hub commerciale per le navi porta container. Se aggiungiamo alla posizione geografica anche la sua stabilità politica e il modus operandi economico del governo (sopra sintetizzato), ecco che rispondere alla domanda iniziale sul perché questa città-stato sia così ricca, diventa abbastanza semplice.

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