Investimenti: le regole da seguire per essere buoni investitori (e non speculatori)

Investimenti: alla scoperta di semplici regole per diventare buoni investitori, che non significa speculatori.

Investimenti: le regole da seguire per essere buoni investitori (e non speculatori)

Nel momento in cui si decide di comprendere o di avvicinarsi al mondo degli investimenti o alla stessa idea di intraprendere un investimento bisogna essere consapevoli che investire sui mercati vuol dire seguire una strategia che non può e non deve rappresentare una strategia o uno strumento speculativo.

Investire, a differenza di speculare, vuol dire affrontare una prospettiva temporale e scegliere la massima tolleranza alle oscillazioni negative. L’attività di speculazione è un’azione applicata dall’investitore volta a conseguire guadagni in un tempo molto breve. Lo speculatore orientato a tale strategia di breve durata è alla ricerca costante di rendimenti, utilizzando il “timing”: il momento giusto per far ingresso e uscire dal mercato. Tale approccio non è quello dell’investimento orientato al mercato.

Sostanzialmente, le regole dell’investimento sono semplici, ma vanno messe in atto senza mezzi termini. Tali regole vanno diffuse e fatte comprendere ai consulenti e ai clienti così che l’efficacia dell’azione al processo di investimento possa essere massima. Se soltanto una di queste regole non fosse rispettata ritorniamo nel mondo della speculazione finanziaria. All’aumentare del numero dei titoli presenti in portafoglio, diminuisce il rischio di oscillazione “specifico”, quindi meglio investire diversificando il più possibile il proprio portafoglio di appartenenza.

Dai dati di agosto del 2019, elaborati dall’Osservatorio dei conti correnti, emerge che le richieste di nuove aperture di conti correnti sono del 47.3% per i titolari che hanno tra i 26 – 40 anni, del 30% tra i 41 – 55 anni, del 14.8% per gli over 55 anni e il fanalino di coda sono i giovani tra i 18 e i 25 anni, al 7.7%.

La maggior parte dei risparmiatori italiani lascia sul conto corrente i propri risparmi e tale esigenza risponde alla necessità di avere da parte una riserva per gli imprevisti della vita, dell’impresa e della famiglia. Si possono suddividere le esigenze secondo delle priorità al fine di darsi regole di distribuzione dell’investimento che siano il più efficaci ed efficienti possibili.

Ad esempio, definendo “quanto basta” in liquidità e riserva al fine di liberare risorse per investirle, finalizzandole ad obiettivi di vita.

Un “ prodotto ibrido ” permette di mixare una gestione separata, dal basso contenuto di rischio, con strumenti che hanno un maggior rischio di mercato come azioni o obbligazioni. La possibilità di miscelare gli ingredienti base dell’investimento, per costruire, edificare e fondare un livello di rischio su misura, adeguato e personalizzato alle capacità del proprio portafoglio e delle proprie possibilità.

In finanza è importante riflettere su quelli che possono essere gli scenari probabilistici. Per valutare la variabilità dei risultati e quindi fare confronti sui possibili risultati del futuro. La variabile oggetto di analisi, non è il rendimento, ma la variabilità stessa, ovvero, il rischio.

Avvicinarsi al mondo della finanza tenendo presenti tali regole aiuta ad allontanare i pregiudizi che esistono su tale categoria che appartengono al mondo della speculazione e degli speculatori. Lo speculatore a differenza dell’investitore ha in rapporto al rischio un approccio diametralmente diverso, possiede una gestione ultra-dinamica del rischio e non valuta il tempo come alleato dell’investimento.

Argomenti:

Risparmio Investimenti

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