Cosa non sbagliare per raggiungere l’indipendenza finanziaria?

Redazione Money Premium

29 Maggio 2025 - 07:10

La transizione dal risparmio al consumo nel percorso FIRE è delicata: come gestire il portafoglio e le scelte psicologiche per garantire una pensione sicura senza compromettere il capitale accumulato.

Cosa non sbagliare per raggiungere l’indipendenza finanziaria?

Nel percorso verso l’indipendenza finanziaria, il passaggio dalla fase di accumulo alla fase di decumulo è la parte più delicata del viaggio.

Così come nelle manovre di attracco di una nave o di atterraggio di un aereo, il rischio aumenta quando l’obiettivo si avvicina.

Le scelte su come gestire il proprio patrimonio a pochi anni dalla pensione o dal raggiungimento del FIRE (Financial Independence, Retire Early) sono fondamentali e vanno ponderate con molta attenzione. Questo articolo esplora come affrontare questa fase delicata, basandosi su dati concreti e analisi.

Le statistiche sui mezzi di trasporto possono essere un valido parallelo per comprendere meglio la fase finale del FIRE. Per le navi, la maggior parte degli incidenti avviene non in mare aperto, ma in porto, durante le manovre di partenza, arrivo, ancoraggio e ormeggio. Secondo i dati, circa il 90% degli incidenti in mare accadono in queste fasi. Allo stesso modo, nel viaggio verso l’indipendenza finanziaria, la fase finale, quella in cui si iniziano a prelevare i fondi per vivere senza stipendio, è la più complessa e delicata. Le difficoltà, infatti, emergono quando ci si avvicina al traguardo, non durante la fase di accumulo.

Lo stesso vale per gli aerei. Sebbene la fase di crociera sia la più lunga e relativamente sicura, la maggior parte degli incidenti aerei si verifica durante le fasi di decollo e atterraggio, con un’incidenza maggiore durante l’atterraggio. Per l’investitore FIRE, la fase di decumulo è quindi paragonabile all’atterraggio di un aereo, dove i rischi sono elevati e la gestione corretta diventa cruciale.

Nel momento in cui raggiungiamo una somma significativa di capitale—come l’80%-90% del nostro obiettivo FIRE—la gestione del patrimonio deve affrontare nuove difficoltà. Se il portafoglio è pesantemente azionario, la discesa in un mercato orso potrebbe ridurre notevolmente il valore del capitale. Immaginiamo, ad esempio, di avere un capitale di 900k euro su un milione di obiettivo (90% raggiunto). Un calo medio di mercato del 35% (tipico di un bear market) potrebbe ridurre il capitale disponibile a 585k euro, un abbassamento significativo che influirebbe sul piano di spesa durante la pensione. In scenari come questo, la fase di decumolo diventa cruciale e la strategia di investimento va adattata. Questo evidenzia quanto sia importante non solo accumulare, ma anche gestire la volatilità durante il decumulo.

Quando si passa dalla fase di accumulo a quella di decumulo, ci sono diverse strategie da considerare. La regola del 4%, che suggerisce un prelievo annuo del 4% del capitale iniziale, è una delle più diffuse. Tuttavia, il suo utilizzo durante la fase di decumulo non è privo di criticità. Se il portafoglio contiene una prevalenza di azionario, e un bear market riduce il valore del capitale, il prelievo potrebbe risultare insostenibile. In un caso come quello descritto precedentemente, dove si passa da 900k euro a 585k euro, il 4% su 585k euro ridurrebbe il prelievo annuo a circa 23.400 euro, ben lontano dai 40.000 euro che avremmo potuto ottenere in condizioni di mercato favorevoli.

Inoltre, se consideriamo l’inflazione, il valore reale del prelievo potrebbe diminuire nel tempo, peggiorando ulteriormente la situazione. I dati storici mostrano che tra il 2000 e il 2020, il tasso medio di inflazione è stato attorno al 2% annuo in molti paesi. Con un’inflazione costante, il potere d’acquisto di un capitale che cresce solo al ritmo del 4% o meno potrebbe ridursi progressivamente.

Il passaggio dal risparmio al consumo è un momento psicologicamente difficile per molti. Dopo anni di accumulo, dover affrontare il decumolo—cioè il prelievo continuo dai propri risparmi—può generare ansia. Se il portafoglio è prevalentemente azionario, la paura di vedere ridursi il capitale a causa della volatilità del mercato potrebbe portare a scelte impulsive, come il ritiro delle risorse dall’azionario per evitare ulteriori perdite. Tuttavia, questa mossa potrebbe non essere ideale se si desidera mantenere il potere d’acquisto e continuare a generare rendimento nel lungo periodo. In effetti, storicamente, l’azionario ha mostrato performance superiori rispetto ad altri asset nel lungo periodo.

Per evitare che la psicologia influenzi negativamente le decisioni, alcuni esperti consigliano di adottare un approccio più dinamico, come la strategia a bucket. Questa prevede la divisione del capitale in più «contenitori», ognuno destinato a un diverso orizzonte temporale. Un contenitore per le necessità immediate in liquidità, uno per i prossimi 5-10 anni in obbligazioni, e un altro per il lungo periodo, investito principalmente in azionario. Questa strategia aiuta a ridurre la pressione psicologica durante periodi di volatilità del mercato, assicurando che le necessità immediate siano coperte senza dover toccare il portafoglio azionario.

La regola del 4% è stata oggetto di dibattito per anni. Alcuni studi suggeriscono che in periodi di bassa crescita economica, come quelli che stiamo attraversando attualmente, potrebbe essere più sicuro ridurre il tasso di prelievo, magari al 3%, per evitare di esaurire il capitale troppo rapidamente. Altri suggeriscono la possibilità di convertire una parte significativa del capitale in una rendita vitalizia privata, che garantirebbe un flusso di cassa costante per tutta la durata della pensione. Tuttavia, questa scelta implica la perdita di controllo sul capitale, una decisione che non tutti sono disposti a prendere.

In definitiva, la fase finale del FIRE richiede una pianificazione e una gestione attenta del patrimonio. Il passaggio dal lungo periodo di accumulo a un periodo di decumulo è un processo complesso che non riguarda solo la matematica degli investimenti, ma anche la psicologia dell’individuo. Le scelte fatte in questo periodo possono determinare la sostenibilità del piano FIRE per il lungo termine. È essenziale fare scelte consapevoli, che tengano conto della volatilità del mercato, delle necessità immediate e dei rischi legati all’inflazione e al decumolo.

In ogni caso, la fase di transizione verso la pensione deve essere affrontata con una strategia che bilanci la sicurezza con la necessità di far crescere il capitale. Come nelle manovre di attracco o atterraggio, la preparazione e la gestione accurata di questa fase finale sono fondamentali per garantire che il viaggio verso l’indipendenza finanziaria si concluda con successo.