India: situazione covid nera ma presto un nuovo vaccino

Marco Ciotola

29 Aprile 2021 - 17:14

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Mentre i decessi si moltiplicano, il Paese potrebbe presto avere la disponibilità di un vaccino sviluppato localmente. I dettagli

India: situazione covid nera ma presto un nuovo vaccino

L’India potrebbe presto avere il suo secondo vaccino contro il coronavirus. Mentre la seconda ondata non mostra segni di rallentamento e i decessi si moltiplicano, il Paese ha sviluppato a livello nazionale un nuovo farmaco anti-Covid.

La compagnia farmaceutica locale Cadila Healthcare, nota anche come Zydus Cadila, sta infatti conducendo studi clinici di fase tre su 28.000 persone, compresi ultra 75enni e bambini tra 12 e 18 anni.

Studi che sembrano mostrare conclusioni positive finora, tanto che l’ad di Cadila, Sharvil Patel, ha parlato di dati molto buoni per sicurezza ed immunogenicità:

“Sulla sicurezza e l’efficacia nella nostra fase due e nella fase tre in corso abbiamo visto dati molto buoni, accompagnati da una forte immunogenicità, paragonabile alla maggior parte degli altri vaccini che ci sono”.

India: situazione covid nera ma presto un nuovo vaccino

La compagnia dietro al nuovo vaccino, Cadila Healthcare, ha appena fatto sapere di aver terminato il reclutamento per la fase tre degli studi.

Si aspetta che i dati sull’efficacia vengano pubblicati il mese prossimo, per poi procedere alla richiesta di autorizzazione per l’uso di emergenza all’Authority locale entro metà maggio.

Si tratterebbe - in attesa di saperne di più sull’efficiacia - di una possibile arma in più del Paese per far fronte a una situazione che peggiora di ora in ora.
Attualmente l’India utilizza il vaccino AstraZeneca, conosciuto localmente come Covishield e prodotto dal Serum Institute e da Covaxin di Bharat Biotech.

Il Paese ha avviato la sua campagna vaccinale a gennaio e i dati del governo parlano di oltre 150 milioni di dosi somministrate, ma con riferimento alle sole prime dosi; di seconde dosi ne sono state somministrate circa 25,8 milioni.

Va inoltre specificato che Nuova Delhi ha recentemente approvato anche lo Sputnik V sviluppato in Russia, parlando in quel caso di un farmaco frutto di una cooperazione tra Paesi in ottica sanitaria, di ricerca e di produzione, e presentandolo come una potente arma nella lotta alla pandemia.

Ma ora tutte le attenzioni sembrano sul nuovo vaccino locale, che secondo molti esperti avrebbe una particolare struttura che consente modifiche rapide per adattarsi alle varianti.

L’ad della compagnia ha parlato di una produzione iniziale prevista in 10 milioni di dosi al mese per poi raddoppiare la capacità a 20 milioni di dosi al mese a breve termine.

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