Incubo imprese: post-COVID senza liquidità

Imprese a rischio liquidità nel prossimo futuro. Un’inchiesta Unioncamere rivela che almeno il 60% delle aziende teme di non avere abbastanza risorse nel prossimo futuro. Cosa accadrà con il post-COVID all’economia?

Incubo imprese: post-COVID senza liquidità

Per le imprese italiane i prossimi mesi potrebbero trasformarsi in un vero incubo. A lanciare un nuovo allarme sulla crisi economica del Paese e sulle difficoltà nel post-COVID è uno studio Excelsior-Unioncamere.

A conferma di quanto lockdown, incertezze sulla ripresa a livello globale, calo della domanda, riduzione del turismo hanno danneggiato imprenditori piccoli, medi e grandi sono giunti nuovi dati.

Il 60% delle imprese coinvolte nell’inchiesta ha dichiarato di prevedere problemi di liquidità nei prossimi 6 mesi. Cosa accadrà all’economia italiana?

Imprese senza liquidità: lo scenario post-coronavirus

Su un campione di 1 milione e 380 mila imprese, circa il 60% è pessimista sui prossimi 6 mesi e teme di non avere liquidità. Questo è il dato lampante che emerge dallo studio di Uniocamere.

Nello specifico, le aziende coinvolte nell’inchiesta effettuata tra il 22 giugno e il 6 luglio hanno confermato un clima ancora piuttosto incerto per la ripresa. Sono, infatti, oltre 780.000 le imprese che prevedono difficoltà, a fronte delle 565.000 più ottimiste.

Le microimprese risultano le più penalizzate dalla situazione e sono quelle maggiormente preoccupate sulla liquidità: oltre il 60% ritiene di non avere risorse a sufficienza nell’arco di pochi mesi.

L’ottimismo sale man mano tra le aziende più grandi: quelle che contano 250 addetti e che prevedono problemi sono il 44%.

Non stupisce che il settore avvolto da maggiore incertezza sia quello della ristorazione e legato al turismo. Le imprese di questa categoria restano, infatti, le più pessimiste e preoccupate. Tre su quattro temono la mancanza di liquidità. Esso sono il 73,8% e si trovano soprattutto nelle città d’arte.

Annunciano difficoltà di risorse anche le aziende di servizi ricreativi, culturali e sportive.

Per quanto riguarda la grande industria, lamentano prospettive nere sulla liquidità specialmente le imprese della moda. Sono il 68% gli imprenditori che si vedono in crisi. Una percentuale preoccupante anche quella del settore carta e legnoarredo, con il 60%.

Crisi liquidità: allarme Sud

Lo studio Excelsior-Unioncamere mette in evidenza, per l’ennesima volta, il divario Nord-Sud.

Anche per quanto riguarda la liquidità, infatti, sono soprattutto le imprese del meridione a temere il collasso e la mancanza di risorse nei prossimi mesi.

I due terzi delle società coinvolte e che si dicono preoccupate lavorano nel Sud Italia. Nel centro, le imprese con difficoltà rappresentano il 60% e al Nord il 54%.

Argomenti:

Italia Crisi economica

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