Da anni i titoli tecnologici dominano i mercati finanziari, ma la domanda ora è se riusciranno a mantenere la loro posizione o se assisteremo a un ridimensionamento del loro potere economico e finanziario.
- Secondo BCA Research, c’è una sorprendente somiglianza tra quello che sta accadendo oggi e le condizioni di mercato che portarono al crollo delle Nifty Fifty negli anni ’70.
- Capital Group non teme lo scoppio di una bolla come quella delle dot.com, ma si aspetta valutazioni inferiori a quelle attuali.
- Anche Goldman Sachs si prepara a potenziali turbolenze e individua un segnale che le Big Tech sono pronte a crollare.
In questo articolo analizzeremo i fattori di rischio che potrebbero deteriorare il trend rialzista delle Big Tech e il segnale che potrebbe innescare la correzione.
Big Tech a fine corsa o il rally durerà?
Le valutazioni elevate raggiunte quest’anno dalle Big Tech hanno spinto molti analisti a riequilibrare i propri portafogli di investimento. Le Magnifiche 7 (Apple, Amazon, Alphabet, Meta, Nvidia e Tesla) presentano multipli di circa 30 volte rispetto agli utili attesi.
Multiplo PE S&P 500
Fonte Shiller
La società di investimenti BCA Research paragona il percorso di crescita dei titoli tecnologici a quello visto negli anni ’70 da società come Coca-Cola, Ibm, Xerox, Pfizer, note come Nifty Fifty. Nel periodo compreso tra il 1970 e il 1973 queste aziende hanno generato rendimenti annualizzati del 64% prima di crollare di oltre il 60% tra il 1973 e il 1974. Per gli analisti è preoccupante la somiglianza tra la mania di investire in un gruppo di titoli (50 blue chip considerate le più sicure e affidabili dell’epoca) e la corsa all’acquisto di tecnologici come Nvidia e altri leader del settore AI dei nostri giorni. Sebbene non siano una replica esatta del fenomeno delle Nifty Fifty, l’euforia attorno a questi titoli è un segnale che potrebbe anticipare un potenziale crollo.
Capital Group non crede che le Big Tech siano destinate a crollare, ma nel breve termine, sono esposte a rischi di valutazione e a una serie di rischi aziendali, facendo propendere per una rotazione settoriale su titoli industriali e utility. L’analisi di Capital Group sottolinea che le valutazioni delle Magnifiche 7 sono comunque sostenute da una forte crescita degli utili, ma esposte al rischio normativo e di crescita del trend AI.
Il segnale che le Big Tech sono pronte a crollare
Il segnale che le Big Tech sono pronte a crollare potrebbe non essere ancora del tutto evidente, ma diversi indicatori economici stanno mettendo in allerta gli analisti. Secondo Goldman Sachs, le valutazioni azionarie troppo elevate, una curva dei rendimenti piatta, attività manifatturiera forte e spese eccessive nel settore privato sono fattori che in passato hanno preceduto un ribasso del mercato. Goldman ha sintetizzato tutti i fattori di rischio, includendo anche inflazione e disoccupazione, all’interno di un indice composito che misura la probabilità di un imminente crollo. Attualmente, questo punteggio supera il 70%, un livello che in passato ha segnalato l’avvicinarsi di turbolenze finanziarie.
Indicatore di rischio di Goldman Sachs
Fonte Goldman Sachs
La banca d’affari avverte che il rallentamento della crescita e le politiche delle banche centrali volte a contenere l’inflazione possono comprimere i margini di queste aziende e innescare un rapido calo dei prezzi delle azioni.
Probabilità di ribasso con indicatore > 70%
Fonte Goldman Sachs
Goldman Sachs ha rilevato che, storicamente, quando l’indicatore supera il 70%, le azioni rappresentate dall’indice S&P 500, tendono a subire i maggiori ribassi nei 12 mesi successivi.
Rendimenti medi attesi
Fonte Goldman Sachs
Per finire, quando l’indicatore è superiore al 70%, i rendimenti medi attesi diminuiscono: nel contesto attuale i rendimenti futuri si attestano al 5%.
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