Negli ultimi giorni le indiscrezioni su DeepSeek hanno acceso i riflettori del settore tecnologico e finanziario globale.
Secondo quanto riferito da Bloomberg, la startup cinese di intelligenza artificiale con sede a Hangzhou ha avviato i preparativi per una quotazione sul mercato continentale, con l’obiettivo di presentare la documentazione entro la fine dell’anno e debuttare in borsa nel 2027.
La società è già in contatto con studi di revisione contabile e banche d’affari per predisporre i bilanci necessari e strutturare l’operazione, un passo che segna una svolta netta rispetto alla strategia di autofinanziamento seguita fino a pochi mesi fa.
DeepSeek è nata nel 2023 come laboratorio di ricerca interno al fondo quantitativo High-Flyer fondato da Liang Wenfeng. Il suo fondatore, ex gestore di hedge fund con una solida formazione in visione artificiale, aveva sempre rifiutato capitali esterni per mantenere totale indipendenza e concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale efficienti e a basso costo. Modelli come il R1 e le successive versioni hanno sorpreso il mondo intero per le prestazioni elevate ottenute con risorse computazionali ridotte, dimostrando che la Cina poteva competere sul piano tecnologico nonostante le restrizioni americane sull’export di chip avanzati.
Il percorso verso l’IPO
A giugno 2026, dopo anni di rifiuti, DeepSeek ha rotto il suo principio storico e ha chiuso il primo round di finanziamento esterno della sua storia: oltre 50 miliardi di yuan, circa 7,4 miliardi di dollari, a una valutazione post-money superiore ai 50 miliardi di dollari. L’operazione ha visto la partecipazione di giganti come Tencent e CATL, insieme al fondo statale National Artificial Intelligence Industry Investment Fund, e lo stesso Liang Wenfeng ha investito personalmente circa 20 miliardi di yuan.
La struttura scelta per l’operazione è stata particolarmente insolita: gli investitori hanno conferito i capitali in una limited partnership gestita direttamente dal fondatore piuttosto che nella società, rinunciando ai diritti di voto e accettando un lock-up di cinque anni. L’unica eccezione è stata il fondo statale, che ha investito direttamente mantenendo i diritti di voto. Questa architettura ha permesso a Liang Wenfeng di preservare il controllo operativo e strategico, un segnale chiaro della volontà di non cedere potere decisionale mentre si apre al capitale esterno.
Pochi giorni dopo la chiusura di quel round record, DeepSeek ha già avviato discussioni per una nuova raccolta privata a una valutazione pre-money di almeno 480 miliardi di yuan, circa 71 miliardi di dollari. L’obiettivo dichiarato è raccogliere almeno 10 miliardi di yuan aggiuntivi, anche se l’ammontare finale potrebbe essere sensibilmente superiore a seconda dell’interesse degli investitori.
Parallelamente sono partiti i lavori per l’IPO: la società sta completando i bilanci con l’aiuto di advisor contabili e prevede di presentare la documentazione alla fine del 2026 o all’inizio del 2027, in modo da poter quotarsi sul mercato continentale cinese.
Perché si quota proprio ora?
Questa accelerazione improvvisa riflette esigenze concrete di crescita. DeepSeek ha bisogno di capitali ingenti per espandere la capacità di calcolo, assumere talenti di alto livello in un mercato sempre più competitivo e spingere la ricerca verso l’intelligenza artificiale generale. Il management ha più volte ribadito agli investitori la priorità della ricerca di frontiera rispetto alla monetizzazione immediata, confermando l’impegno a mantenere i modelli open-source e a puntare all’AGI.
L’ingresso di capitali esterni e la prospettiva di quotazione rappresentano quindi un cambio di paradigma strategico: da laboratorio autofinanziato a player industriale in grado di sostenere investimenti infrastrutturali di lungo periodo.
Dal punto di vista di mercato, un’IPO di DeepSeek sul continente cinese potrebbe rappresentare un evento landmark per l’intero ecosistema tech del Paese. Dopo anni in cui molte società di intelligenza artificiale hanno preferito quotarsi a Hong Kong o hanno rinviato l’uscita, l’arrivo di un nome così rilevante e con una traiettoria di crescita così rapida potrebbe riaccendere l’appetito degli investitori per le storie di innovazione domestica.
La valutazione potenziale al momento del debutto, partendo dagli attuali 71 miliardi di dollari discussi per il nuovo round privato, potrebbe attestarsi in una forchetta molto ampia, influenzata dalle condizioni di mercato, dai risultati operativi e dal sentiment complessivo verso il settore AI.
Restano tuttavia elementi di incertezza. I tempi di preparazione di un’IPO sono lunghi e possono slittare in base all’evoluzione dei bilanci e alle dinamiche regolatorie. Inoltre, l’operazione si inserisce in un contesto geopolitico ancora teso, in cui le tensioni tecnologiche tra Cina e Stati Uniti continuano a influenzare le catene di fornitura dei semiconduttori e le strategie di investimento. La capacità di DeepSeek di mantenere il focus sulla ricerca di frontiera mentre si apre al mercato pubblico sarà il vero banco di prova della sua maturità.