Agosto un tempo era il mese delle scelte politiche “scomode” che però non arrivavano ai cittadini perché erano in vacanza e non c’erano i social media e la tecnologia di oggi, dove una notizia è già “vecchia” dopo soli 30 minuti, grazie o per colpa della rete. Stesso discorso potrebbe valere in ambito finanziario, dove studi e ricerche molto significative vengono diffuse nel periodo vacanziero.
La ricerca “Morningstar’s European Active/Passive Barometer” mortifica i fondi attivi già vituperati dall’intelligenza artificiale. Il 13,5% dei fondi azionari attivi, dopo 10 anni, riesce a battere le gestioni passive e il 50%/55% non esistono più, sono addirittura chiusi o fusi.
Tasso di sopravvivenza dei fondi azionari attivi italiani
Fonte: Morningstar
Nel caso obbligazionario la percentuale sale al 29%. Nel caso italiano siamo a 12,2% per l’azionario quindi la situazione è addirittura peggiore.
Tasso di sopravvivenza dei fondi obbligazionari attivi italiani
Fonte: Morningstar
Successo dei fondi azionari attivi
Fonte: Morningstar
Aiuta a chiarire ulteriormente la situazione Tosetti Value con il report di aggiornamento tra risultati e costi dei gestori internazionali e italiani.
Rendimento vs Costi
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Il periodo 2018-2025 (primo semestre) restituisce un cumulato massimo di +54,1% di Vanguard e un minimo +8,1% di Euromobiliare, un rapporto di quasi uno a sette. Nel caso dei costi cumulati si va dal minimo di -1,27 (Vanguard) al massimo di -20,77 (Azimut), con un rapporto di oltre sedici volte. Se si mettesse a rapporto il rendimento sul costo si otterrebbe un valore di 42,6 per Vanguard e tutti gli altri sotto i 12, con valori sotto l’unità per Euromobiliare e Azimut, dove il rendimento lordo viene eroso dai costi sostenuti. Considerando che il secondo arrivato è Blackrock è bene ricordare che il 65%-70% delle masse gestite è indicizzato, rispetto al top del 90% per Vanguard. I dati esposti portano ad una unica conclusione: la gestione attiva è mediamente perdente anche dopo i 10 anni, quella italiana è peggiore a causa dei costi più alti, unica soluzione per elidere il conflitto di interesse da collocamento è la consulenza finanziaria indipendente.