Guerra commerciale: l’ombra di Hong Kong sull’accordo

Guerra commerciale: l’ombra di Hong Kong sull’accordo. Perché le proteste asiatiche possono influenzare l’intesa sui dazi?

Guerra commerciale: l'ombra di Hong Kong sull'accordo

Guerra commerciale: regna ancora incertezza e tensione tra USA e Cina sulla questione dazi. La situazione di Hong Kong potrebbe gettare un’ulteriore ombra sulla possibilità di stipulare un accordo.

Gli Stati Uniti, infatti, monitorano con attenzione l’evolversi delle violenti manifestazioni asiatiche. E, soprattutto, tengono sotto controllo la politica cinese, pronti a condannare eventuali atteggiamenti repressivi di Pechino nei confronti dei manifestanti.

Mentre la soluzione alla battaglia delle tariffe tra le due potenze economiche sembra allontanarsi, la rivolta di Hong Kong potrebbe complicare la vicenda.

La guerra commerciale, infatti, pare sia entrata in una fase di stallo, che non tranquillizza i mercati. E l’ombra di Hong Kong sull’accordo rende più difficile il dialogo tra Trump e Xi.

Guerra commerciale: cos’è l’effetto Hong Kong?

Il presidente Donald Trump ha appena dichiarato che le tariffe sui beni cinesi aumenteranno se Pechino non raggiungerà un accordo.

La minaccia degli USA conferma un clima ancora teso tra i due Stati coinvolti nella guerra commerciale. La firma della cosiddetta Fase 1 dell’intesa sembra non concretizzarsi per distanze su questioni cruciali, come l’acquisto dei prodotti agricoli statunitensi da parte della Cina.

In questo quadro di incertezza si aggiunge l’effetto Hong Kong, che rappresenta più un ostacolo che un’opportunità per l’accordo. A confermarlo, ci sono le parole del vice presidente USA. Mike Pence ha ribadito che sarebbe difficile per gli Stati Uniti firmare un’intesa con la Cina se dovessero verificarsi violenze a Hong Kong.

La questione, secondo Washington, dovrà essere trattata con umanità. Altrimenti, potrebbero saltare gli stessi negoziati sui dazi.

Ad inizio settimana la Casa Bianca aveva lanciato un altro monito sulla questione Hong Kong-Cina. Secondo l’amministrazione USA, infatti, Pechino dovrebbe occuparsi della protezione di libertà, democrazia e legalità dei cittadini del territorio autonomo cinese.

L’obiettivo degli Stati Uniti sembra quello di utilizzare Hong Kong come strumento di pressione nei confronti della Cina. Con lo scopo di avvicinare Pechino alle proprie condizioni. D’altronde proprio oggi Donald Trump ha ricordato che i cinesi si troveranno nella situazione di dover firmare un accordo commerciale.

L’effetto Hong Kong, se da una parte potrebbe rafforzare la posizione degli USA, dall’altra sta irritando la Cina. Con la conseguenza probabile di allungare i tempi per la firma della Fase 1.

Gli USA e la legge pro-democrazia su Hong Kong

A confermare il ruolo strategico giocato da Hong Kong nella guerra dei dazi c’è la questione della legge pro-democrazia proposta dagli USA.

È arrivato in Senato e potrebbe essere votato a breve l’atto normativo che sancisce di fatto l’ingerenza USA negli affari di Hong Kong. La legge ha già ricevuto consenso bipartisan alla Camera.

Secondo quanto stabilito dal testo legislativo, gli Stati Uniti potranno sottoporre a revisione periodica lo stato di autonomia di Hong Kong da Pechino. Solo dopo tale controllo potrà essere confermata la condizione di privilegio finanziario e commerciale concessa dagli USA al territorio autonomo cinese.

Inoltre, la legge stabilisce che i funzionari colpevoli di violazioni dei diritti dei cittadini di Hong Kong saranno puniti con sanzioni.

La Cina ha già mostrato forte irritazione nei confronti della norma, considerata una vera interferenza nei propri affari interni.

La guerra commerciale, quindi, si gioca su vari fronti, anche ad Hong Kong.

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