Giochi e scommesse sospesi causa Covid: il Fisco ha perso 5 miliardi di euro nel 2020

Laura Pellegrini

19/04/2021

27/04/2021 - 10:55

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La chiusura del gioco pubblico, dalle sale scommesse allo slot machine, impoverisce il Fisco: nel 2020 sono stati persi più di 5 miliardi di euro.

Giochi e scommesse sospesi causa Covid: il Fisco ha perso 5 miliardi di euro nel 2020

Le restrizioni legate al Covid-19 non colpiscono soltanto i negozi e le attività commerciali: anche il settore dei giochi pubblici è fermo ormai da mesi e ciò ha causato la perdita di circa 5 miliardi di euro per il Fisco.

I dati sono certificati dal bollettino statistico delle entrate diramato dal Dipartimento delle Finanze.

Dalle slot machine alle lotterie: il settore ha perso, solo nel 2020, il 44,2% degli introiti e i ristori sono serviti a coprire meno del 5% delle perdite subite. Inoltre, sono quasi 50 mila (su un totale di 150 mila) gli addetti al settore che rischiano di perdere il posto di lavoro.

Mentre si attende un orizzonte temporale per la riapertura delle sale slot e delle scommesse, ecco quanto pesano le chiusure sui conti del Fisco.

Giochi e scommesse: nel 2020 persi 5 miliardi di euro

Il gioco pubblico coinvolge circa 5 mila sale slot, 10 mila agenzie di scommesse e almeno 200 sale bingo su tutto il territorio italiano. La pandemia di Covid-19 ha bruciato almeno 20 milioni di euro al giorno per il Fisco: questo il risultato della chiusura delle attività che si protrae dal 9 marzo 2020. Ad oggi, ancora non c’è una data di riapertura.

Le perdite subite dall’Erario per 295 giorni di chiusura sono pari al 44,2% rispetto agli 11,3 miliardi incassati dai Monopoli nel 2019.

A subire le perdite più ingenti (secondo i dati dell’agenzia di stampa specializzata Agipronews) è stato il settore degli apparecchi (Slot e Vlt), con una perdita subita pari a 4,7 miliardi di euro (il 54%) rispetto al 2019.

Le scommesse, invece, hanno subito un calo del 36% che corrisponde a circa 800 milioni di euro; mentre le lotterie e il bingo hanno perso il 25%, fermandosi a 4,4 miliardi di euro.

La crescita delle attività illegali e la necessaria riapertura

La riduzione della spesa complessiva per il gioco pubblico ad aprile 2020 (rispetto ad aprile 2019) è pari ad almeno un miliardo di euro, che corrispondono a circa 600 milioni di perdita per il Fisco. A ciò occorre aggiungere il proliferare di attività illegali.

Le attività illegali stanno infatti proliferando a ritmi impressionanti”, questa è la denuncia di Geronimo Cardia, presidente dell’Associazione Concessionari di Giochi Pubblici (Acadi):

Sono state sequestrate, da marzo 2020 ad oggi, centinaia di agenzie scommesse senza concessione, oltre 100 bische chiuse, più di 2 mila apparecchi illegali sequestrati, più di 300 siti online illegali inibiti dall’Agenzia Dogane e Monopoli nel periodo emergenziale. Bisogna quindi programmare la riapertura delle attività del gioco nelle zone bianche e gialle del Paese adottando i protocolli già esistenti e già sottoposti al Comitato Tecnico Scientifico (CTS).

Imprese a rischio il fallimento: i ristori sono insufficienti

Ma la chiusura delle sale bingo, scommesse e slot machine protratta per oltre un anno a causa della pandemia non danneggia soltanto l’Erario, ma spinge moltissime aziende verso il fallimento con la conseguente perdita del lavoro per circa un terzo dei dipendenti del settore.

Sono almeno 50 mila i lavoratori che svolgono servizio nelle sale giochi, scommesse e bingo che rischiano di perdere il posto.

I ristori concessi dal Governo non si sono rivelati sufficienti a coprire le perdite subite nell’ultimo anno. Si stima, infatti, che le sale giochi siano state più di 2 giorni su 3 con le serrande abbassate negli ultimi 13 mesi. Dopo lo stop al 9 marzo 2020, infatti, il Dpcm dell’11 giugno 2020 aveva concesso la riapertura per 4 mesi in base alla regione di riferimento, per poi tornare a chiudere a ottobre.

La situazione non è migliorata nemmeno con il Decreto Sostegni, come ha spiegato Massimiliano Pucci, presidente dell’associazione As.tro:

l’ultimo decreto del Governo copre solo il 2-3% delle perdite subite lo scorso anno”.

Giochi e scommesse sospesi causa Covid: rinvio delle scadenze in arrivo?

A complicare ulteriormente la situazione è l’imminente scadenza delle tasse. Per il settore delle slot l’appuntamento è con il Prelievo erariale unico il 30 aprile.

Visto l’avvicinarsi del termine ultimo, i proprietari delle sale giochi sperano in un cambio di programma del DL Sostegni bis.

Secondo il sottosegretario all’Economia Durigon, è al vaglio una ricalendarizzazione delle scadenze. In base agli emendamenti presentati alla legge di conversione del DL Sostegni, il calendario cambierebbe come di seguito:

  • la prima scadenza, dal 30 aprile al 29 ottobre 2021;
  • la seconda, dal 31 maggio al 30 novembre 2021;
  • la terza, dal 30 giugno al 15 dicembre 2021.

Le proposte quindi potrebbero trovare spazio sia nel nuovo provvedimento economico, atteso per i primi di maggio, sia nella legge di conversione del DL Sostegni (da convertire entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore, il 22 marzo).

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