Fondo perduto perequativo: quando arrivano i contributi? La lunga attesa delle partite IVA

Rosaria Imparato

10 Agosto 2021 - 12:47

condividi

Quando arriva il fondo perduto perequativo? L’attesa delle partite IVA dipende da vari fattori, non solo dalla proroga per l’invio della dichiarazione dei redditi: le ultime novità.

Fondo perduto perequativo: quando arrivano i contributi? La lunga attesa delle partite IVA

Quando arriva il contributo a fondo perduto perequativo? L’attesa delle partite IVA sarà più o meno lunga in base a quando verrà inviata la dichiarazione dei redditi.

Il decreto Sostegni bis pone come scadenza il 10 settembre, ma i commercialisti continuano a chiedere una proroga del termine per inviare i dati all’Agenzia delle Entrate.

Se da un lato ci sono le scadenze fiscali che si accumulano a settembre, e per questo i professionisti chiedono un rinvio dell’adempimento almeno al 31 ottobre, dall’altro lato ci sono i tempi tecnici di erogazione del contributo.

Con una proroga oltre il 10 settembre infatti si verrebbe a creare un a sorta di effetto domino, per il quale i pagamenti alle partite IVA non arriverebbero prima di Natale: vediamo quali sono i nodi da sciogliere.

Fondo perduto perequativo: quando arrivano i contributi? La lunga attesa delle partite IVA

Non è finito il tira e molla per le partite IVA: protagonista è il fondo perduto perequativo, detto anche “a conguaglio”, basato sui dati del bilancio d’esercizio e non sul calo di fatturato. In base alla normativa del decreto Sostegni bis, chi vuole fare richiesta per suddetto contributo deve inviare la propria dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate entro il 10 settembre (in anticipo rispetto alla scadenza “naturale” del 30 novembre).

Qui entrano in gioco i commercialisti, sia dell’ANC che del CNDCEC, che hanno richiesto (proposta rilanciata anche dai tributaristi dell’INT) al ministro dell’Economia Franco più tempo per l’adempimento, almeno fino al 31 ottobre.

Per ora la richiesta è rimasta ufficialmente inascolata, anche se il responsabile Attività produttive Massimo Bitonci (Lega) ha ripreso la proposta di proroga:

“Il termine è assolutamente inadeguato, siamo ancora in tempo per evitare caos e difficoltà a professionisti e imprese.”

La questione, però, non è così semplice: più lontana viene fissata la scadenza per l’invio del modello Redditi, più si allunga l’attesa delle partite IVA per ricevere il fondo perduto.

Contributo a fondo perduto perequativo: i nodi da sciogliere

Come per ogni situazione, se ci si fissa su un solo aspetto si rischia di perdere di vista il quadro generale. La verità è che per quanto riguarda il contributo a fondo perduto perequativo sono ancora molti i nodi da sciogliere.

Il primo aspetto da tenere in considerazione è che manca ancora il decreto attuativo del MEF, il quale prima deve ottenere l’autorizzazione della Commissione Europea.

Il secondo punto riguarda la piattaforma su cui presentare domanda, a cui comunque Agenzia delle Entrate e il partner tecnologico Sogei stanno già lavorando. Si può anticipare quasi tutto, tranne le percentuali di calcolo, che dovranno essere individuate col decreto del Ministero dell’Economia di cui sopra.

Lo scorso 6 agosto è arrivato un altro appelloda Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec). Tre i problemi sollevati:

  • la scadenza del 10 settembre è troppo vicina alla pausa estiva, e settembre è già pieno di scadenze per le partite IVA;
  • le numerose informazioni da indicare in dichiarazione dei redditi riguardanti gli aiuti ricevuti durante il periodo emergenziale;
  • la necessità di inviare il modello Redditi per tutte le partite IVA, non sapendo chi sono gli esclusi dal fondo perequativo.

Sembra, insomma, un circolo vizioso difficile da spezzare: nel frattempo si attendono maggiori dettagli col provvedimento attuativo del MEF.

Iscriviti a Money.it