Fondo perduto a conguaglio: come funziona, a chi spetta e come fare domanda

Rosaria Imparato

25/05/2021

25/05/2021 - 13:41

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Il DL Sostegni bis ha introdotto il contributo a fondo perduto a conguaglio, ma come funziona e a chi spetta? Vediamo quali sono i requisiti e come fare domanda, in attesa del testo ufficiale del provvedimento.

Fondo perduto a conguaglio: come funziona, a chi spetta e come fare domanda

Il DL Sostegni bis prevede, nel pacchetto di aiuti dedicato a imprese e professionisti, anche un contributo a fondo perduto “a conguaglio”, che non si basa sulle perdite di fatturato.

A essere presi in considerazione per questo nuovo fondo perduto sono i dati dell’utile, che si trovano nel bilancio d’esercizio.

La domanda, si legge nel testo del decreto ancora in bozza (il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei Ministri ma ancora non è approdato in Gazzetta Ufficiale), deve essere inviata entro il 10 settembre.

Questo significa che la dichiarazione dei redditi va inviata ampiamente prima della scadenza “naturale” del 30 novembre, i commercialisti si stanno già muovendo e hanno chiesto al Governo la proroga di tale termine.

Fondo perduto a conguaglio: come funziona?

Il decreto Sostegni bis fa un’opera di spacchettamento dei contributi a fondo perduto, con l’obiettivo di ampliare la platea di beneficiari degli aiuti e fare in modo che l’erogazione dei ristori non sia legata solo al criterio di calo del fatturato.

Su quest’ultimo concetto si basa il cosiddetto fondo perduto a conguaglio: è il comma 16 dell’articolo 1 della bozza del Sostegni a introdurre il nuovo bonus.

Due i requisiti per avere accesso al fondo perduto a conguaglio:

  • fatturato non superiore a 10 milioni di euro nel 2019;
  • avere un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale che sarà definita con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il contributo non può andare oltre i 150mila euro. Anche in questo caso l’impresa può richiederlo come bonifico o sotto forma di credito d’imposta.

A chi spetta il fondo perduto a conguaglio?

Il fondo perduto a conguaglio può essere richiesto da:

  • soggetti titolari di reddito agrario di cui all’articolo 32 del Testo unico delle imposte sui redditi;
  • soggetti con ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), rispettivamente:
    • i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
    • i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione;
  • soggetti con compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi, ovvero il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’arte o della professione, salvo quanto stabilito nei successivi commi. I compensi sono computati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali stabiliti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde.

Sono esclusi, invece:

  • i soggetti la cui partita IVA risulti non attiva alla data di entrata in vigore del DL Sostegni bis;
  • gli enti pubblici di cui all’articolo 74 e i soggetti di cui all’articolo 162-bis del Testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Come fare domanda per il fondo perduto a conguaglio

Per ora in realtà ci sono poche indicazioni riguardo le modalità di presentazione della domanda per il fondo perduto a conguaglio, se non che le istruzioni saranno individuate da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Il DL Sostegni bis fissa, però, una data di scadenza per presentare domanda: il 10 settembre.

I commercialisti dell’ANC hanno fatto notare che in questo modo la dichiarazione dei redditi andrebbe presentata molto prima della scadenza naturale del 30 novembre: da qui, la richiesta di una proroga dei termini.

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