La logica di fondo delle proposte riflette una visione più restrittiva del ruolo che i capitali pubblici stranieri dovrebbero avere nell’economia statunitense
Poco prima di Natale, l’Internal Revenue Service statunitense ha pubblicato una serie di proposte di modifica alla Section 892 del codice fiscale USA, una norma che, al di fuori di una ristretta cerchia di fiscalisti e gestori di grandi fondi pubblici, è quasi sconosciuta.
Eppure questa sezione rappresenta uno dei pilastri fondamentali per i fondi sovrani e, in parte, per alcuni fondi pensione pubblici esteri quando investono negli Stati Uniti. Se le proposte venissero adottate, l’impatto sui mercati privati e sulle strategie di investimento di questi colossi potrebbe essere profondo.
La Section 892 permette a governi esteri, loro articolazioni e “entità controllate” – categoria in cui rientrano molti fondi sovrani e alcuni fondi pensione pubblici – di beneficiare dell’esenzione fiscale sui redditi da investimento negli Stati Uniti. L’esenzione non si applica alle attività commerciali, e su questo punto legislatori e professionisti concordano da decenni: estendere l’esenzione alle attività d’impresa diretta sarebbe eccessivo. Il vero problema, però, è stabilire dove passi la linea di confine tra investimento e attività commerciale. Fino a oggi quella linea, pur complessa, è stata abbastanza stabile da consentire la costruzione di strutture legali che permettono a molti fondi sovrani di mantenere l’esenzione su una parte significativa dei loro redditi statunitensi. Le nuove proposte dell’IRS, però, sembrano spostare drasticamente quel confine. [...]
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