No ai tagli sulle accise, no agli aiuti: la UE dichiara guerra agli italiani. E il Governo non può far nulla.
La crisi energetica, esplosa negli ultimi anni e mai veramente risolta, sta accelerando un processo di impoverimento che colpisce duramente famiglie e imprese italiane. Tra bollette alle stelle, inflazione persistente e margini di profitto sempre più ridotti, il tessuto produttivo del Paese appare sotto pressione.
Ma non è solo la congiuntura di mercato a preoccupare: sono le indicazioni sempre più rigide provenienti da organismi internazionali a limitare fortemente le possibilità di intervento dei governi nazionali. Bruxelles e le istituzioni europee sembrano aver alzato il livello di intransigenza. Il messaggio che arriva è chiaro e perentorio: no allo sforamento del Patto di Stabilità, no agli sconti sulle accise sul carburante, no a nuovi aiuti diretti a famiglie e aziende in difficoltà.
In questa intervista, ne abbiamo parlato con Lorenza Morello, giurista d’impresa e profonda conoscitrice delle dinamiche regolatorie europee.
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Persino strumenti che avevano riscosso grande consenso popolare e pratico, come il regime forfettario per le partite IVA, finiscono nel mirino di un controllo sempre più stringente.In questo scenario, qualunque esecutivo – indipendentemente dal colore politico – si trova con le mani legate su materie delicatissime come fisco, energia e welfare.
L’autonomia decisionale si riduce drasticamente e la sovranità economica effettiva rischia di diventare un ricordo. Fino a che punto si spingeranno le istituzioni sovranazionali? Dove finisce la necessaria disciplina di bilancio e dove inizia una vera e propria compressione della democrazia economica?
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