Chi sono i fascisti italiani che farebbero i mercenari in Ucraina per conto di Putin?

Un’inchiesta de L’Espresso rivela la presenza di militanti italiani di estrema destra che farebbero i mercenari per conto della Russia nella guerra in Ucraina.

Chi sono i fascisti italiani che farebbero i mercenari in Ucraina per conto di Putin?

Nella autoproclamata Repubblica indipendente del Donbass al soldo della Russia di Vladimir Putin ci sarebbero, come mercenari, diversi estremisti di estrema destra italiani che combattono nella guerra contro l’Ucraina.

Questo è il delicato scoop rivelato dal settimanale L’Espresso che, in un lungo articolo firmato dai giornalisti Paolo Biondani e Giovanni Tizian, racconta facendo nomi e cognomi la presenza di nostri connazionali nel Donbass.

Quella che viene paventata sarebbe un’autentica rete presente in Italia finalizzata al reclutamento di giovani neofascisti, che passando prima per la Russia verrebbero poi inviati al fronte per combattere la guerra per l’indipendenza delle due autoproclamate Repubbliche fio sovietiche.

Al centro ci sarebbe una accurata indagine messa in atto dai Carabinieri del nucleo anti terrorismo, che partendo da alcuni fermi casuali starebbero ricostruendo tutto l’intricato puzzle di questa vicenda che andrebbe a collegare con un filo diretto la Russia ai movimenti di estrema destra italiani.

Russia e Ucraina, cosa succede nel Donbass?

Negli ultimi tempi come una sorta di lunga ombra presente in tutti i fatti di politica internazionale, la figura di Vladimir Putin viene continuamente evocata. Con le elezioni in Russia alle porte, per il Presidente però le preoccupazioni maggiori vengono tutte da fuori i confini nazionali.

Che si parli di Siria, di Corea del Nord e del Russiagate, alla fine in ogni circostanza sempre si deve fare i conti con la Russia di Putin. Spesso lontana però dai titoli principali dei giornali c’è una guerra molto delicata che si combatte da circa quattro anni.

Dopo che Mosca ha annesso al suo territorio la Crimea, nella parte orientale dell’Ucraina è scoppiato un conflitto con altre due Repubbliche, quella di Donetsk e quella di Lugansk, che chiedono l’indipendenza anche se sono marcatamente filo russe.

Da quattro anni quindi nella zona i separatisti sostenuti da Mosca sono in guerra con l’Ucraina, con Kiev che invece può contare sull’appoggio di tutto il blocco occidentale con in testa gli Stati Uniti.

L’ex inquilino della Casa Bianca Barack Obama e l’Unione Europea nel recente passato hanno inflitto pesanti sanzioni alla Russia in merito alla questione ucraina, provvedimenti che hanno sempre più che irritato il Cremlino.

Non è un caso che il possibile coinvolgimento degli hacker russi nelle ultime elezioni americane, sarebbe stato teso allo svantaggiare la candidata democratica Clinton rispetto al repubblicano Trump, che poi come ben sappiamo ha vinto anche un po’ a sorpresa.

Ma cosa c’entrano i tutto questo alcuni estremisti di destra italiani? Da quello che è stato pubblicato da L’Espresso, sembrerebbe che non siano pochi i nostri connazionali che negli ultimi tempi abbiano deciso di andare a combattere al fianco dei separatisti filo russi, ipotizzando quello che potrebbe sembrare un complesso intrigo internazionale.

I mercenari fascisti

La guerra quindi che da quattro anni sta sconvolgendo il Donbass è molto più che un conflitto minore: in ballo c’è infatti il controllo della sfera d’influenza nell’area tra il blocco occidentale e quello orientale, con gli Stati Uniti che da sempre seguono con molta attenzione ciò che succede in Ucraina.

Non è un mistero dunque che dagli americani puntualmente vengano recapitate a Kiev ingenti forniture militari, come è ovvio che dietro l’insurrezione dei ribelli indipendentisti di Donetsk e di Lugansk ci sia Mosca.

Dopo che nel 1995 l’Italia ha recepito una direttiva dell’Onu, nel nostro paese è un reato andare all’estero per combattere a pagamento. Una volta questi erano chiamati mercenari, ora invece l’escamotage è quello di definirsi contractor.

Fatto sta che una possibile presenza di italiani nella zona di guerra è uscita fuori già diverso tempo fa, quando l’ex capo ultras della Lucchese Andrea Palmieri uscì anche mediaticamente allo scoperto raccontando la sua esperienza al fianco dei separatisti.

Quando a Malpensa quindi quattro italiani appena tornati dalla Russia, dopo un controllo, affermarono di essere stati anche in Ucraina proprio per andare a trovare Palmieri, ecco che i Carabinieri dell’antiterrorismo hanno deciso di voler vederci chiaro in questa vicenda.

I fermati erano ex poliziotti ed ex carabinieri oltre a un vigilante privato, con le indagini poi hanno fatto emergere che i quattro in Ucraina erano andati per imbracciare armi e non di certo per fare una vacanza turistica.

Indagando poi anche nel mondo degli skinheads liguri, toscani e lombardi, sarebbe spuntata fuori una palestra a Milano usata da un istruttore come uno snodo di reclutamento di giovani neofascisti disposti a recarsi in Ucraina per combattere, ammaliati dal carisma di Putin ma anche dai possibili guadagni.

Il campano Antonio Cataldo, che nonostante la comunque giovane età di 33 anni può già vantare una vasta esperienza come combattente all’estero, si sarebbe unito agli indipendentisti per motivi puramente economici.

Cataldo poi nel 2015 avrebbe anche consigliato a un suo amico di partire alla volta della Russia ma questo, una volta capito che avrebbe dovuto combattere al fronte, una volta rientrato in Italia avrebbe iniziato a collaborare con la Nato.

Attualmente le autorità di Kiev parlerebbero di circa una ventina di italiani, ma potrebbero essere di più, impegnati a combattere fianco a fianco con i ribelli filo russi, acquisendo nel tempo anche una alone di grande rispetto visto il grosso apporto garantito.

In tutto ciò anche la politica non sarebbe estranea, visto che da tempo che si parla di un filo rosso-nero che legherebbe i movimenti più estremisti italiani, non solo di destra ma anche di sinistra, alla Russia.

A mettere tutti d’accordo sarebbe la figura di Vladimir Putin, ex uomo del Kgb che però con la sua politica nazionalista ormai è diventato il simbolo di tutti gli estremisti di destra europei ma anche extra europei.

Oltre a quello che sarebbe il profilo penale dei mercenari nostrani nel Donbass, a inquietare maggiormente è questo ritorno a una sorta di Guerra Fredda tra Occidente e Russia, con il nostro paese che come gli anni passati potrebbe non rimanere fuori da questa delicata partita, non solo politica ma anche militare, che si sta giocando sullo scenario internazionale.

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