Elezioni Russia 2018: data, candidati e sondaggi con Putin ancora in campo

Elezioni presidenziali Russia 2018: data, candidati e sondaggi del voto dove Vladimir Putin correrà per un ultimo mandato al Cremlino.

Elezioni Russia 2018: data, candidati e sondaggi con Putin ancora in campo

Elezioni presidenziali Russia 2018: la data, i candidati e tutti i sondaggi relativi a questo voto dove Vladimir Putin ha annunciato che si candiderà per quello che per lui sarebbe il quarto mandato.

Oltre a quelle in Italia, il 2018 sarà anche l’anno delle elezioni presidenziali in Russia. Dato il delicato momento che si sta attraversando, con Mosca che si è appena espressa contro l’ipotesi di dure sanzioni contro la Corea del Nord, l’esito della consultazione andrà a incidere anche sugli equilibri internazionali.

Dopo alcuni mesi di suspance, Vladimir Putin ha sciolto le sue riserve. Chi invece vuol essere della partita ma al momento è stato estromesso è Alexey Navalny, il grande oppositore del premier russo i cui guai con la giustizia gli impedirebbero di potersi candidare.

Vediamo allora nel dettaglio la data di queste elezioni presidenziali in Russia del 2018, il sistema di voto, i candidati ufficiali e quelli probabili oltre che tutti i sondaggi svolti e quelli che con il passare delle settimane verranno pubblicati.

Elezioni Russia 2018: data e sistema di voto

Dopo un cambio di data, le prossime elezioni presidenziali in Russia si terranno il 18 marzo 2018. Se al termine del voto nessuno dei candidati in lizza dovesse raggiungere la maggioranza assoluta, allora si procederà a un secondo turno in data 8 aprile.

Fino al 2012 le elezioni in Russia si svolgevano ogni quattro anni, mentre ora il mandato presidenziale è stato allungato a sei anni. Rimane comunque il sistema proporzionale e il ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno se nessuno raggiunge la maggioranza assoluta, con un sistema che ricorda quello in vigore in Francia.

Nel 2012 Vladimir Putin riuscì a vincere al primo turno conquistando il 63,6% dei voti. Un ottimo risultato che gli consentì di eleggere alla Duma 140 deputati su un totale di 225, ottenendo così una solida maggioranza senza dover ricorrere ad alleanze.

Se dovesse candidarsi di nuovo, per Putin potrebbero spalancarsi le porte per un quarto mandato: il premier infatti ha già vinto anche le elezioni nel 2000 e nel 2004, mentre nel 2008 preferì fare un momentaneo passo indietro lasciando la presidenza al suo delfino Dmitry Medvedev.

I partiti che già in questa legislatura sono presenti alla Duma possono liberamente presentare un loro candidato, mentre quelli rimasti fuori alle ultime elezioni devono raccogliere 105.000 firme, un numero questo che sale a 315.000 per quanto riguarda gli indipendenti.

Elezioni Russia 2018: i candidati

In queste elezioni presidenziali del 2018 in Russia naturalmente tutti i fari sono puntati su Vladimir Putin, di fatti dal 2000 l’autentico padre padrone del destino politico ed economico di Mosca alla guida del suo partito nazionalista Russia Unita.

Dopo un lungo periodo di pretattica,il premier russo ha annunciato la sua presenza alle elezioni del 18 marzo. In caso di una più che probabile vittoria, Putin rimarrebbe al timone del paese fino al 2024.

Negli ultimi anni il suo principale oppositore è stato il giovane attivista Alexey Navalny, fondatore del Partito del Progresso di stampo liberale e occidentale. Accusando l’attuale classe dirigente di corruzione, spesso è stato promotore di manifestazioni in più città del paese.

A causa di questi sit-in non organizzati e di alcune vicende finanziarie, Navalny è incappato in due condanne con la sopsensione, che di fatto al momento lo rendono non candidabile a detta del govderno.

L’oppositore però non molla è ha annunciato la sua volontà di esserci a tutti i costi, visto che secondo lui a detta della Costituzione russa non potrebbe candidarsi soltanto chi ha scontato la pena in carcere.

A fine settembre poi, mentre era impegnato in una serie di comizi per il paese per cercare di raccogliere le 300.000 firme necessarie per candidarsi, Alexey Navalny è stato di nuovo messo in stato di fermo.

Il glorioso Partito Comunista russo negli ultimi venti anni è stato guidato dall’arcigno Gennadij Zyuganov: dopo aver sfiorato la vittoria nel 1996 contro Boris Yeltsin, per i rossi sono arrivate però solo cocenti sconfitte.

Negli ultimi tempi però è avvenuto un netto ringiovanimento della classe dirigente del partito, con la scelta del candidato premier che così è ancora in ballo e al momento nessuna scelta ufficiale è stata fatta.

Hanno già deciso invece gli altri due partiti che potevano già vantare una rappresentanza parlamentare: il Partito Liberale punterà ancora su Vladimir Zhirinovsky, mentre i socialdemocratici di A Just Russia hanno scelto Sergey Mironov.

Tra gli altri partiti stanno raccogliendo le firme necessarie Anatoly Batashev per i Verdi, Maxim Suraikin per i Comunisti di Russia e Grigory Yavlinsky per Yabloko, partito quest’ultimo di centrosinistra.

Dovrebbe essere poi della partita anche l’uomo d’affari e attivista per i diritti civili Anton Bakov, che sarà alla guida del Partito Monarchico, forza politica questa che si rifà all’imperialismo russo.

Tra gli indipendenti poi si parla del Vice Primo Ministro Dmitry Rogozin ma anche di figure più legate alla società come la giornalista Irina Prokhorova, l’attore Ivan Okhlobystin e il volto noto della TV Ksenia Sobchak.

Elezioni Russia 2018: i sondaggi

Nonostante mancano ancora diversi mesi a queste elezioni Russia 2018, già sono molti i sondaggi che sono stati pubblicati negli ultimi tempi. Tutte le indagini comunque hanno ipotizzato una nuova candidatura di Vladimir Putin.

Parere unanime tra le decine di sondaggi pubblicati nell’assegnare a Putin una larga vittoria già al primo turno. Se nel 2012 il leader ha brindato ottenendo il 63,6%, il consenso del Presidente non dovrebbe essere sceso.

Un primo sondaggio anzi assegna a Vladimir Putin il 66%, con il Partito Comunista sotto il 20% e i liberali di Zhirinovsky all’8%. Anche se dovesse partecipare, il ribelle Navalny non dovrebbe riuscire a entrare in Parlamento.

Stime diverse ma che ugualmente sorridono a Putin sono quelle snocciolate dall’istituto Levada in un sondaggio di inizio dicembre. Il presidente russo infatti sarebbe al 53%, per una stima inferiore alla precedente ma comunque sempre molto alta. In calo poi sarebbe Zhirinovsky dato al 4% mentre Navalny si fermerebbe al 2%.

Il sentore quindi è che queste elezioni serviranno solo a decretare quanto larga sarà la maggioranza di Putin, che punta ad aumentare la propria percentuale dei voti allontanando così lo spettro di una vittoria più risicata.

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