Facebook: volti falsi in account pro-Trump

Volti generati artificialmente sono stati utilizzati per falsi account Facebook che gestivano gruppi pro-Trump. I dettagli

Facebook: volti falsi in account pro-Trump

Centinaia di account fake pro-Trump utilizzano volti falsi. Tra deepfake e bot, la nuova frontiera dell’inganno sul social di Mark Zuckerberg sembra essere ora rappresentata dai volti di persone che non esistono, generati artificialmente.

Ad annunciarlo è stata la stessa compagnia, che ha evidenziato come - secondo diversi esperti che hanno esaminato i profili - sia la prima volta che false immagini come queste vengono utilizzate su larga scala all’interno di social media.

Tutti gli account in oggetto sono stati ora rimossi; facevano parte di una rete che pubblicava a sostegno del presidente Trump e contro il governo cinese.

Molti promuovevano collegamenti a una pagina Facebook e un sito web dal nome The BL, legati all’Epoch Media Group, con sede negli Stati Uniti.
Epoch Media Group possiede il quotidiano The Epoch Times, storicamente pro-Trump.

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Facebook: gli account fake utilizzano volti falsi

L’editore di Epoch Times ha negato con forza il collegamento tra testata e pagine e siti pro-Trump, anche se - interpellato sulla questione - ha ammesso che è stato un ex dipendente a fondare il sito The BL:

“The Epoch Times e BL non sono affiliate. BL è stata fondata da un ex dipendente e ha nel suo team alcuni dei nostri ex impiegati, ma questo non prova alcun legame tra le due realtà”.

In risposta, un portavoce di Facebook ha però dichiarato che i dirigenti di BL risultavano amministratori della pagina Fb Epoch Media Group fino allo scorso venerdì.

La rivelazione dell’uso di immagini generate artificialmente indica un panorama informativo online sempre più complicato, specie considerando l’ingresso degli USA nell’anno delle elezioni presidenziali, mentre Silicon Valley e intelligence statunitense lottano ancora con le ricadute delle interferenze online durante le presidenziali del 2016.

Gli account in oggetto utilizzavano immagini del profilo che sembravano mostrare persone reali, sorridenti e con sguardo diretto alla macchina fotografica. Tutte quelle immagini erano state create utilizzando l’intelligenza artificiale.

Gli stessi metodi di base vengono utilizzati per produrre i cosiddetti video deepfake - i video falsi che l’intelligence USA considera potenzialmente parte di una campagna di disinformazione contro gli Stati Uniti.

Gli account venivano utilizzati per la gestione di dozzine di gruppi Facebook pro-Trump, con nomi come «America Needs President Trump» e «WE STAND WITH TRUMP & PENCE!».

Le immagini sono state generate utilizzando in particolare un metodo di apprendimento automatico noto come GAN, o apprendimento automatico contraddittorio, tecnica che agisce allo scopo di ingannare i modelli tradizionali attraverso input non standard

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