Facebook: il pubblico non si fida ma Wall Street sì

In barba agli scandali di inizio anno, le previsioni di Wall Street restano rialziste sul social di Zuckerberg, malgrado quasi la metà dell’utenza non creda che Facebook rispetterà davvero i suoi dati.

Facebook: il pubblico non si fida ma Wall Street sì

Facebook potrebbe aver perso la fiducia della maggior parte degli americani, compresi i suoi utenti, ma ha certamente ancora il supporto di Wall Street.

Dei 44 analisti che coprono la società di Palo Alto, 41 hanno una valutazione buy sul titolo, 2 hold e solo uno ha un rating sell. Il target price medio per Facebook è di 221 dollari, che implica un rialzo di oltre il 10% rispetto al suo prezzo attuale di 198 dollari circa.

Dati simili - riportati da FactSet Research - contrastano fortemente con un recente sondaggio di Reuters che ha dimostrato come solo il 41% degli americani ritenga che Facebook rispetterà le leggi sulla privacy negli Stati Uniti.
Come si spiega una differenza così forte? Secondo Barron, Wall Street è arrivato alla conclusione che gran parte del mondo considera Facebook una necessità, simile a uno smartphone, anche se genera non pochi problemi alla società.

Facebook esce illeso dallo scandalo Cambridge Analytica

L’esempio migliore in tal senso può essere rappresentato dallo scandalo Cambridge Analytica. Dopo aver appurato che l’ormai defunta società di consulenza politica aveva avuto accesso alle informazioni di 87 milioni di utenti Facebook senza il loro permesso, al fine di aiutare il presidente Donald Trump in ottica elezioni, molti si aspettavano che il social network perdesse clienti in massa.

Dopotutto, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha dovuto testimoniare prima che il Congresso e le autorità di regolamentazione di tutto il mondo promettessero di imporre restrizioni a Facebook e altri social media. Gli è stato persino chiesto di lasciare la società. Eppure quelle previsioni si sono rivelate sbagliate. Certo, l’illecito era chiaro, ma questo ha comportato davvero poco in termini di conseguenze.

Il mondo usa ancora Facebook secondo Barron’s, che nota come il politico repubblicano Keith Ellison - vicepresidente del Comitato nazionale democratico che aveva chiesto la chiusura del gigante dei social media - posti quasi quotidianamente sulla piattaforma, all’indirizzo dei suoi 182.000 fan. Questo sottolinea quanto sia indispensabile Facebook e perché Wall Street lo ami ancora.

Il mondo ha bisogno di Facebook

Barron’s ha evidenziato un incremento di 70 milioni di iscritti nel primo trimestre del 2018 per la piattaforma, che ora conta 2,2 miliardi di utenti attivi al mese. Non c’è stato nessun abbandono di massa come aveva previsto in passato il magazine statunitense, e Facebook quest’anno dovrebbe guadagnare 21 miliardi di dollari tramite le vendite di annunci digitali dai soli Stati Uniti.

Anche secondo Daniel Ives di GBH Insights, il colosso statunitense non sembra aver quasi minimamente risentito degli scandali di inizio anno:

“Nonostante i venti contrari e le nuvole nere post-Cambridge Analytica, Zuckerberg e Facebook hanno riportato danni insignificanti al loro regno pubblicitario da 50 miliardi di dollari e due miliardi di utenti, che restano centrali nella nostra visione rialzista sulle azioni Facebook; le preoccupazioni per le nuove normative rimangono nettamente sullo sfondo.”

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