Esautomotion: ecco perché dazi e crisi valutaria turca e cinese non fanno paura

Secondo la quotata italiana, la svalutazione delle monete turca e cinese e la guerra dei dazi potrebbero essere un vantaggio

Esautomotion: ecco perché dazi e crisi valutaria turca e cinese non fanno paura

La svalutazione della lira Turca e della moneta cinese e la guerra commerciale a colpi di dazi non sono una preoccupazione, almeno per Esautomotion che questa mattina, attraverso un comunicato stampa, spiega come le due circostanze, che hanno messo in allarme i mercati mondiali, potrebbero addirittura essere una opportunità per la società.

L’azienda con sede nel modenese, specializzata nello sviluppo, nella produzione e nella vendita di prodotti e servizi per l’automazione industriale, è convinta di non subire ripercussioni né dalla crisi turca né dall’eventuale inasprimento della politica dei dazi, ma anzi di poterne trarre benefici sul fronte della competitività.

Intanto, Esautomotion si prepara a chiudere al rialzo la settimana a Piazza Affari: le azioni della società, al momento della scrittura guadagnano l’1,29% e vengono scambiate a 3,29 euro.

La svalutazione della lira

Esautomotion, nello spiegare i possibili vantaggi derivanti dalla svalutazione delle valute Turca e Cinese e dalla introduzione di ulteriori dazi, parte da una constatazione: i suoi clienti sono quasi tutti esportatori e il deprezzamento della lira contribuisce a rendere più competitivi i produttori turchi che esportano.

In tale scenario, la società prevede che nel breve-medio periodo, il mercato non subirà grossi cambiamenti e la sua tenuta si realizzerà nei “termini di crescita già pianificati”.

A questo si aggiunge che

“il governo turco non ha cessato il programma di finanziamento verso i costruttori di macchine industriali e sulle connesse attività produttive di R&D e di esportazione. Inoltre, i prezzi applicati da Esautomotion, ai propri Clienti sono indicizzati all’Euro. Infine, la Società informa i propri azionisti di non avere alcuna esposizione critiche o in sofferenza verso clienti Turchi”.

La svalutazione della moneta cinese

Esautomotion non teme neanche la svalutazione della moneta cinese. Anche in questo caso, la circostanza rappresenterebbe più un vantaggio che una ripercussione negativa per la società.

Spiega, infatti, la holding operativa del Gruppo ESA che la maggior parte dei suoi prodotti è realizzata in Cina e dunque il deprezzamento della monete cinese “non indebolisce le vendite” della società.

Non solo:

“E’ prevista, entro l’anno, l’ulteriore rafforzamento della produzione in Cina; pertanto, l’effetto della svalutazione della valuta cinese tenderà ad essere indifferente per le attività cinesi di Esautomotion e, viceversa, potrà avere risvolti positivi sui costi di produzione italiani”

si legge ancora nella nota.

L’inasprimento dei dazi

Non sono una minaccia alla crescita di Esautomotion nemmeno i dazi imposti dalle politiche del presidente Usa, il cui effetto “negativo sui Paesi esportatori – Turchia, Cina, Europa – sarà, nel breve/medio periodo limitato”, soprattutto per quanto riguarda i macchinari del mercato di riferimento della società, di cui gli “Stati Uniti hanno una ridotta capacità produttiva”.

Di conseguenza, prosegue Esautomotion nella sua nota

“l’effetto tenderà a ricadere sull’aumento dei costi per gli acquirenti americani, ed in parte a spostare il vantaggio verso gli esportatori, c.d. low cost (Cina e Turchia), rispetto a quelli europei”.

Infine, se la politica tariffaria dovesse continuare nel tempo, Esautomotion risponderebbe con investimenti mirati negli Usa, dove già prevede – a prescindere dai dazi – di rafforzare la sua presenza con l’apertura di una nuova filiale nel 2019.

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