Elezioni politiche 2018: candidati, sondaggi e modalità del voto del 4 marzo

Le modalità, il sistema elettorale, i candidati e tutti i sondaggi riguardanti queste elezioni politiche che si preannunciano essere più che mai incerte.

Elezioni politiche 2018: candidati, sondaggi e modalità del voto del 4 marzo

Mancano pochi giorni alle elezioni politiche ed ecco per voi una guida sempre aggiornata per sapere tutto sulle modalità, sui candidati e sui vari sondaggi di questo voto tanto delicato quanto equilibrato.

Così come è avvenuto nel 2013, le prossime elezioni politiche saranno accorpate a quelle regionali dove si voterà in Lombardia e Lazio, per una sorta di election day che rende ancora più avvincente questa tornata elettorale.

Elezioni politiche 2018, quando si vota?

Con lo scioglimento ufficiale delle Camere da parte del Presidente Sergio Mattarella in data 28 dicembre, il Consiglio dei Ministri ha poi deciso che le elezioni politiche si terranno il 4 marzo 2018 con le urne che rimarranno aperte dalle ore 07:00 alle 23:00.

L’Articolo 61 della Costituzione prevede che, una volta sciolte le Camere, le nuove elezioni devono aver luogo entro al massimo 70 giorni. Sono state rispettate dunque tutte quelle voci che parlavano di uno scioglimento anticipato rispetto alla scadenza naturale del 15 marzo.

Dopo che è stata fissata la data delle politiche,il Viminale ha disposto l’accorpamento con le elezioni regionali in Lombardia e Lazio che si terranno con il medesimo orario delle politiche.

L’unica differenza è che mentre per quanto riguarda le elezioni nazionali lo spoglio avrà inizio subito dopo la chiusura dei seggi, per le regionali l’avvio del conteggio dei voti è stato fissato per le ore 14:00 di lunedì 5 marzo.

In teoria il 4 marzo si sarebbe dovuto votare anche in Molise, ma a causa di alcune problematiche in merito alla nuova legge elettorale in vigore nella regione il voto in questione è stato posticipato al 22 aprile, sette giorni prima dell’analoga consultazione che si terrà in Friuli..

Il sistema elettorale

In autunno il Parlamento ha approvato in maniera definitiva quella che sarà la legge elettorale con la quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi alle prossime elezioni politiche. Vediamo allora come funziona questo sistema elettorale denominato Rosatellum-bis.

La nuova legge elettorale prevede il 64% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale, pescando nei listini plurinominali, mentre il restante 36% con quello maggioritario, attraverso 231 collegi uninominali che al momento devono ancora essere disegnati.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni. Non sarà possibile il voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, i voti poi espressi solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato.

Non è previsto un premio di maggioranza così come non c’è l’obbligo per le coalizioni di indicare l’eventuale premier né di presentare un programma comune. Ogni “capo” di ciascuna forza politica però dovrà essere indicato.

Per aiutare i nostri lettori a districarsi in questo appuntamento elettorale, abbiamo realizzato delle apposite guide per chiarire i vari dubbi che possono sorgere ogni volta che ci si avvicina a un voto.

Le liste e le coalizioni

Il 21 gennaio è scaduto il termine per la presentazione presso il Ministero dell’Interno dei simboli e del programma. Entro tale data dovevano essere indicate anche le alleanze di chi ha deciso di formare una coalizione.

Queste sono le liste e le coalizioni in corsa per il voto del 4 marzo.

  • Centrodestra (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia)
  • Centrosinistra (Partito Democratico, Più Europa, Lista Insieme e Civica Popolare)
  • Movimento 5 Stelle
  • Liberi e Uguali
  • Potere al Popolo
  • Partito Repubblicano-ALA
  • Sinistra Rivoluzionaria
  • Popolo della Famiglia
  • CasaPound
  • Italia agli Italiani
  • Partito Comunista
  • 10 Volte Meglio
  • Lista del Popolo per la Costituzione

Uno scenario politico molto frammentato, con il vecchio bipolarismo che aveva caratterizzato l’inizio di questa Seconda Repubblica che ormai sembrerebbe essere un lontano ricordo. A risentirne maggiormente di conseguenza potrebbe essere la governabilità.

Il quadro politico

Per quanto riguarda i candidati premier al momento le uniche certezze provengono tutte dal Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio infatti è stato designato attraverso le primarie online come guida politica pentastellata.

Come prassi poi i 5 Stelle alle elezioni correranno da soli senza fare apparentamenti. In teoria questo dogma valeva anche per le alleanze post voto ma, con il nuovo Statuto, questa regola è venuta meno.

Si presenterà compatto come alle ultime amministrative il centrodestra. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia saranno il perno della coalizione a cui si è aggiunta una quarta lista.

Dopo lunghe trattative, alla fine diverse forze politiche centriste e moderate hanno dato vita alla lista Noi con L’italia, guidata da Raffaele Fitto e che vede al suo interno altri esponenti del centrodestra nostrano come Maurizio Lupi, Flavio Tosi ed Enrico Zanetti.

All’ultimo si sono uniti a Noi con l’Italia anche l’UdC e l’Udeur, mentre il Movimento Animalista della Michela Brambilla e Rinascimento di Vittorio Sgarbi sono confluiti nelle liste di Forza Italia.

Diviso il centrosinistra. Matteo Renzi ha da tempo preso atto del tramonto di Alternativa Popolare e di Campo Progressista dopo i passi indietro dei loro leader Alfano e Pisapia.

La coalizione del Partito Democratico quindi sarà formata da tre liste di supporto: Lista Insieme (Verdi, Socialisti e Area Civica), Civica Popolare (ex Alternativa Popolare) e + Europa (Radicali e Centro Democratico).

A sinistra invece sarà Pietro Grasso a guidare il listone denominato Liberi e Uguali, formato dall’unione di Movimento Democratico e Progressista, Sinistra Italiana e Possibile.

Rifondazione Comunista assieme ad altri movimenti ha deciso di non aderire al progetto, dando vita alla lista Potere al Popolo che vedrà come capo politico la ricercatrice Viola Carofalo.

A distanza di cinque anni dal voto del 2013 ci riprova Antonio Ingroia, con l’ex magistrato che questa volta sarà al capo del movimento Lista del Popolo per la Costituzione.

Sempre a sinistra, sarà Marco Ferrando a guidare la lista Sinistra Rivoluzionaria, formata dal Partito Comunista dei Lavoratori e da Sinistra Classe e Rivoluzione, mentre il Partito Comunista si presenta con il segretario generale Marco Rizzo come leader.

Presenti in molti collegi anche il Partito Repubblicano in tandem con ALA, il partito di Denis Verdini, mentre particolarmente capillare sarà la presenza di candidati del Popolo della Famiglia in tutto lo stivale.

Nuovo di zecca è invece il gruppo politico 10 Volte Meglio che sarà presente in diverse regioni: leader è l’imprenditore Andrea Dusi che punta tutto sull’innovazione e la tecnologia per far ripartire il nostro paese.

A destra invece CasaPound candiderà Simone Di Stefano come proprio aspirante premier, mentre ci sarà anche la lista Italia agli Italiani formata in tandem da Forza Nuova e Fiamma Tricolore.

I sondaggi

Nel grande susseguirsi dei sondaggi in questa campagna elettorale, abbiamo deciso di prendere come punto riferimento quello che viene realizzato con cadenza settimanale da EMG Acqua per contro del Tg La7.

Questo è il responso per quanto riguarda le preferenze dei vari partiti nel sondaggio reso noto lo scorso 16 febbraio. Ricordiamo che, nel rispetto della legge, da sabato 17 febbraio non potranno più essere divulgate nuove indagini.

  • Movimento 5 Stelle - 27,1% (-0,2%)
  • Partito Democratico - 22,7% (-0,1%)
  • Forza Italia - 16% (-0,1%)
  • Lega Nord - 14,2% (+0,3%)
  • Liberi e Uguali - 5,4% (+0,2%)
  • Fratelli d’Italia - 4,6% (/)
  • Noi con l’Italia - 2,7% (-0,1%)
  • Più Europa - 2,2% (+0,1%)
  • Lista Insieme - 1,6% (/)
  • Civica Popolare - 1% (/)
  • Potere al Popolo - 0,8% (/)
  • CasaPound - 0,6% (/)
  • SVP - 0,4% (/)
  • 10 Volte Meglio - 0,3% (/)
  • Altri - 0,4% (-0,1%)
  • Astenuti - 32% (+0,9%)
  • Indecisi - 12,3% (+0,7%)
  • Bianca - 2% (/)

Alla luce di queste percentuali, ecco come sarebbe la situazione considerando le coalizioni che dovrebbero presentarsi alle urne.

  • Centrodestra - 37,5% (+0,1%)
  • Centrosinistra - 27,9% (/)
  • Movimento 5 Stelle - 27,1% (-0,2%)
  • Liberi e Uguali - 5,4% (+0,2%)

Al momento quindi in testa ci sarebbe il centrodestra che andrebbe a precedere nell’ordine centrosinistra e Movimento 5 Stelle. Nonostante l’ampio vantaggio, con questa percentuale Berlusconi e Salvini non riuscirebbero a ottenere una maggioranza parlamentare e le larghe intese, di conseguenza, sarebbero d’obbligo.

Anche Money.it ha deciso di interpellare i propri lettori sulle intenzioni di voto. Clicca qui per conoscere l’esito dei cinque questi che componevano il nostro sondaggio.

L’andamento durante la campagna elettorale

Sempre prendendo in considerazione i sondaggi realizzati dall’istituto EMG in queste ultime settimane, possiamo vedere come è stato l’andamento dal 27 novembre al 16 febbraio delle tre principali forze politiche che ambiscono alla vittoria elettorale.

La coalizione di centrodestra a fine novembre era attestata al 34,6%, mentre più di due mesi dopo viene data al 37,5% migliorandosi secondo i sondaggi di quasi tre punti percentuali. In termini di voti, sarebbero circa 1 milione le preferenze conquistate da quando in pratica si è entrati in campagna elettorale.

Discorso inverso invece per quanto riguarda il centrosinistra, trascinato verso il basso dalla crisi del Partito Democratico e dalla poca incisività dei suoi alleati: nonostante una risalita nell’ultima settimana, la coalizione guidata da Renzi avrebbe perso in questo lasso di tempo il 2,6%.

In calo di quasi un punto percentuale anche il Movimento 5 Stelle. Tutto sommato i pentastellati però hanno retto al “ciclone” centrodestra, con la crescita dell’ultima settimana che potrebbe far ben sperare per il raggiungimento dell’obiettivo del 30%.

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