Elezioni UK: è alert derivati. Motivi e conseguenze

Elezioni UK: è alert derivati per le banche europee. Il voto inglese e la Brexit hanno acceso i riflettori sul mondo della finanza UE

Elezioni UK: è alert derivati. Motivi e conseguenze

Nel giorno delle elezioni UK è alert derivati per le banche europee. Un’analisi di Milano Finanza ha spiegato perché i risultati del voto inglese possono tradursi in una minaccia per i conti degli istituti finanziari dell’Europa.

La chiamata alla urne nel Regno Unito ha assunto da subito un’importanza strategica per la struttura economico-finanziaria dell’UE. La vittoria dei Conservatori di Boris Johnson o del candidato premier laburista Jeremy Corbyn scatenerà, infatti, una serie di conseguenze sull’intero sistema economico europeo.

Tutto dipenderà da come si evolverà la Brexit, in base ai piani di uscita dall’UE programmati dalle due parti politiche in competizione per formare il nuovo Governo.

Proprio per questo, con le elezioni UK è scattato l’alert derivati. Il mondo delle finanze, soprattutto in Europa, osserva con attenzione gli aggiornamenti da Londra.

Elezioni UK: alert derivati. I rischi per le banche europee

I risultati del voto inglese di oggi daranno indicazioni importanti su come si svilupperà il piano di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Questo è il motivo per cui le elezioni odierne sono diventate cruciali per l’intero continente.

La Brexit avrà diverse ripercussioni sulla struttura economico- finanziaria dell’UE. La minaccia per i derivati è una delle tematiche in focus in queste settimane. Nello specifico, lo scenario peggiore dovrebbe concretizzarsi in caso di vittoria dei Conservatori di Johnson (dati per favoriti).

Con un’uscita dall’UE in tempi brevi come voluto dal partito dei Tory, le banche europee - specialmente tedesche - che si trovano in Gran Bretagna potrebbero avere problemi di gestione della grande quantità di contratti derivati. Quest’ultimi già rappresentano un peso rilevante sui conti degli istituti finanziari, visto che ammontano a circa 735.000 miliardi di euro.

Nel caso di una Brexit, aggravata dalla ipotetica condizione no-deal con l’UE più volte minacciata proprio da Johnson, le banche europee con sede nel Regno Unito si troverebbero di colpo a gestire i contratti dei derivati con normative comunitarie.

Le condizioni imposte dall’Unione Europea, però, sono più severe di quelle inglesi che, fino a questo momento, hanno regolato i derivati delle società finanziarie.

Gli istituti di credito hanno già lanciato l’allarme, tanto che l’Afm (Associazione europea dei mercati finanziari) ha inviato una lettera di chiarimento a Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione UE e responsabile dei Servizi Finanziari.

L’alert derivati scattato con le elezioni UK potrebbe tradursi in un impatto concreto di 26.000 miliardi di euro.

La Brexit entro gennaio 2020?

I riflettori sono tutti puntati sull’inizio del 2020 per la Brexit. Il voto di oggi è una prima tappa decisiva per capire cosa accadrà il prossimo anno sulla potenziale uscita dall’UE.

La vittoria di Johnson, dato per favorito, probabilmente spingerà verso il divorzio dall’Unione Europea entro gennaio 2020, come stabilito nelle ultime decisioni. Il programma dei Conservatori è incentrato proprio sul Leave in tempi brevi, senza lasciare troppo spazio a rinegoziazioni o slittamenti.

I mercati inglesi, la finanza europea e le Borse sono allertate per cercare di capire il prossimo futuro. In questo scenario di previsioni, le elezioni UK hanno lanciato anche l’alert derivati.

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