Risultati elezioni Brasile 2018: Bolsonaro è il nuovo presidente con il 55%

I risultati delle elezioni in Brasile: il candidato della destra Bolsonaro (55%) supera al ballottaggio il candidato del Partito dei Lavoratori Haddad (45%).

Risultati elezioni Brasile 2018: Bolsonaro è il nuovo presidente con il 55%

Jair Bolsonaro è il nuovo presidente del Brasile. Con il 55% dei voti, al ballottaggio il leader della destra brasiliana ha sconfitto il candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad che si fermato al 45%.

Come da pronostico il risultato di queste elezioni in Brasile, le più ricche di tensione degli ultimi anni, premia un Bolsonaro che aveva concluso in testa, con il 46,1%, anche il primo turno.

Il risultato del ballottaggio delle elezioni in Brasile

Domenica 28 ottobre si è tenuto il ballottaggio decisivo in Brasile. Una sfida quella tra Jair Bolsonaro e Fernando Haddad che potrebbe segnare una svolta non solo per il paese carioca, ma per l’intero Sudamerica.

Questo è il risultato del ballottaggio:

  • Jair Bolsonaro - 55,29%
  • Fernando Haddad - 44,71%

Non è riuscita quindi a Fernando Haddad la rimonta. Dopo l’exploit del primo turno, tutti i sondaggi infatti indicavano proprio Jair Bolsonaro come il grande favorito del ballottaggio.

Dopo essere stato gravemente ferito durante la campagna elettorale, Bolsonaro adesso è il nuovo presidente di un Brasile che con l’elezione dell’ex militare ha deciso di svoltare a destra.

Il primo turno

Chi si aspettava una sorta di ribaltone in Brasile non è rimasto deluso. Rispettando quello che avevano predetto i sondaggi della vigilia, Bolsonaro è risultato il candidato più votato anche se non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta.

  • Fernando Haddad (PT) - 29,1%
  • Ciro Gomes (PDT) - 12,5%
  • Marina Silva (REDE-PV) - 1%
  • Henrique Meirelles (MDB) - 1,2%
  • Guilherme Boulos (PSOL) - 0,6%
  • Geraldo Alckmin (PSDB) - 4,8%
  • Jair Bolsonaro (PSL) - 46,1%%
  • Álvaro Dias (PODE) - 0,8%
  • João Amoêdo (Novo) - 2,5%
  • Cabo Daciolo (Patriota) - 1,3%

Ci vorrà un ballottaggio il prossimo 28 ottobre per determinare chi sarà il prossimo presidente del Brasile. In generale comunque questo primo turno ha sottolineato un forte calo di tutti i partiti della sinistra.

L’unico che ha retto è il Partito dei Lavoratori, con Haddad che ora proverà a fermare l’avanzata di un Bolsonaro che ha cannibalizzato tutte le altre forze politiche di centrodestra, a iniziare dai Socialdemocratici di Alckmin.

La data e sistema di voto

Le elezioni presidenziali in Brasile si sono svolte domenica 7 ottobre 2018. Oltre che per eleggere il presidente e il suo vice, i cittadini brasiliani hanno votato anche per eleggere i membri del Congresso Nazionale, il ramo legislativo del paese carioca.

Il sistema elettorale per quanto riguarda l’elezione del presidente si basa sul doppio turno: se nessuno dei candidati alla prima tornata dovesse riuscire a conquistare la maggioranza assoluta, allora si procederà a un ballottaggio in data 28 ottobre tra i due più votati.

Come detto in concomitanza si è votato per eleggere anche il Congresso Nazionale che in Brasile è bicamerale: c’è la Camera dei Deputati (il mandato dura 4 anni) e il Senato Federale (il mandato dura 8 anni).

Per il Senato l’elezione avviene in modo regionale, ogni regione elegge tre senatori a prescindere dalla grandezza, mentre per quanto riguarda la Camera i deputati vengono eletti in maniera proporzionale su base nazionale.

I candidati

In totale erano dieci i principali candidati in corsa per queste elezioni presidenziali in Brasile. Dopo l’attentato subito, Jair Bolsonaro adesso è fortunatamente fuori pericolo di vita ma la campagna elettorale è stata comunque per un periodo interrotta nel paese.

Vediamo nel dettaglio chi erano questi dieci candidati e da quali partiti sono sostenuti.

  • Fernando Haddad - Partito dei Lavoratori (PT), Partito Comunista del Brasile (PCdB)
  • Ciro Gomes - Partito Lavoratori Democratici (PDT)
  • Marina Silva - Verdi, REDE (REDE-PV)
  • Henrique Meirelles - Movimento Democratico Brasiliano (MDB)
  • Guilherme Boulos - Partito Socialismo e Libertà (PSOL)
  • Geraldo Alckmin - Partito Social Democratico (PSDB)
  • Jair Bolsonaro - Partito Social Liberale (PSL)
  • Álvaro Dias - Partito Sociale Cristiano (PODE)
  • João Amoêdo - Novo
  • Cabo Daciolo (Patriota)

A lungo c’è stata indecisione in merito al candidato del Partito dei Lavoratori, che alle urne si è presentato assieme al Partito Comunista del Brasile. L’ex presidente Lula, attualmente in carcere, ha fatto un passo indietro con il partito che quindi si è presentato con alla guida Fernando Haddad, docente e in passato sindaco di San Paolo

Nonostante il grave attentato e la degenza in ospedale, Jair Bolsonaro è stato confermato come candidato del Partito Social Liberale anche se la sua campagna elettorale è stata in pratica limitata ai social.

I sondaggi

Si può dire che nel momento dal voto in Brasile la situazione nel paese sudamericano è di un sostanziale caos. Dei due candidati più popolari uno si trova in carcere e l’altro in ospedale, in riabilitazione dopo essere stato accoltellato durante un comizio.

I primi sondaggi indicavano l’ex presidente Lula in testa con il 35%, seguito da Jair Bolsonaro che viene attestato al 22%. In teoria quindi sarebbe stato tra loro due il ballottaggio decisivo.

Con Haddad al posto di Lula, lo scenario è cambiato di molto. Nell’ultimo sondaggio in ordine di tempo, pubblicato il 1 ottobre e realizzato dalla Fsb, Bolsonaro veniva dato in netto vantaggio.

  • Jair Bolsonaro (PSL) - 31%
  • Fernando Haddad (PT) - 24%
  • Geraldo Alckmin (PSDB) - 11%
  • Ciro Gomes (PDT) - 9%
  • Marina Silva (REDE-PV) - 4%

Ecco invece come un sondaggio dell’istituto Datafolha in data 10 settembre aveva dipinto lo scenario elettorale in Brasile.

  • Fernando Haddad (PT) - 9%
  • Ciro Gomes (PDT) - 13%
  • Marina Silva (REDE-PV) - 11%
  • Henrique Meirelles (MDB) - 3%
  • Guilherme Boulos (PSOL) - 1%
  • Geraldo Alckmin (PSDB) - 10%
  • Jair Bolsonaro (PSL) - 24%
  • Álvaro Dias (PODE) - 3%
  • João Amoêdo (Novo) - 3%

Subito si capiva che Bolsonaro era l’unico sicuro di prendere parte al ballottaggio. Per il ruolo di sfidante si prospettava una corsa a quattro: Gomes, Haddad, Silva e Alckmin.

Regna l’incertezza

Queste elezioni in Brasile sono senza dubbio piene di interrogativi. Mentre la campagna elettorale ha risentito dell’attentato a Bolsonaro, è molto interessante vedere come il leader dei Social Liberali (linea gialla) abbia portato il suo partito in alto negli ultimi tempi.

Guardando infatti il grafico dei sondaggi effettuati dal 2015 ad agosto, mentre a destra il Partito Social Democratico (linea blu) è crollato da prima forza politica del paese, al contrario il PSL è cresciuto fino a essere sicuro del ballottaggio.

Con il Partito dei Lavoratori (linea amaranto) sempre in forza nonostante la grande frammentazione della sinistra, ma il grafico si riferisce a prima del passo indietro obbligatorio di Lula, a destra Bolsonaro ha più che sorpassato Meirelles.

I risultati alla fine hanno confermato la grande crescita di Bolsonaro, con la sinistra che ora dovrà cercare di serrare le fila attorno ad Haddad, ma questo potrebbe anche non bastare.

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