Effetto COVID sul PIL: un nuovo scenario fa tremare l’Italia

In attesa dell’approvazione della NADEF, l’effetto aumento dei contagi potrebbe costare molto al PIL Italia: l’ipotesi è del Governo, inserita nella nota al DEF.

Effetto COVID sul PIL: un nuovo scenario fa tremare l'Italia

Cosa aspettarsi sulla crescita del PIL in Italia se continua l’aumento dei contagi?

Gli ultimi numeri sui positivi giornalieri sul territorio nazionale stanno riaccendendo la preoccupazione. Non ci saranno lockdown come a marzo, ma probabilmente misure restrittive severe già a partire dall’atteso DPCM di ottobre.

Anche il fronte economico trema all’idea di una ripresa epidemiologica incontrollata: in caso di seconda ondata cosa succederà? Nella NADEF, in CdM nelle prossime ore, spunta l’ipotesi più pessimistica: ecco lo scenario del Governo sulla crescita in caso di un boom contagi a fine anno.

Scenario da -3% del PIL con seconda ondata

In Italia finora si è sempre scongiurata la seconda ondata di contagi, allontanando la prospettiva di un ritorno all’emergenza di marzo-aprile.

Tuttavia i numeri delle ultime settimane hanno riacceso l’allerta, con riflettori puntati anche sulle indicazioni della NADEF in merito alla crescita del PIL per i prossimi anni (nel 2021 la stima è di un +6%). Cosa accadrà in caso di un’esplosione di positivi in questo finale 2020?

Sebbene proprio in queste ore il ministro Gualtieri abbia ricordato che una chiusura del Paese non ci sarà e che si proseguirà solo con misure severe per monitorare l’epidemia, lo scenario più pessimistico per l’economia italiana non è escluso proprio dalla Nota al DEF.

Come fatto notare su Il Sole 24 ore, il documento contiene un paragrafo intitolato: “Scenario avverso di recrudescenza dell’epidemia”.

Cosa prevede il Governo? Con una risalita grave dei contagi a partire da agosto in peggioramento evidente a fine anno e livelli di allerta negli ospedali, il quadro di crescita del Paese sarebbe compromesso.

Le stime potrebbero indicare un -3% del PIL nel 2021 e un calo dell’1,5% nel 2020. Il tutto farebbe posticipare i segnali di una ripresa per l’Italia nel 2022.

Con chiusure obbligate, seppure limitate, e regole rigide per gli spostamenti, il PIL verrebbe colpito, anche se il Governo in nota ipotizza effetti meno dirompenti di quelli della scorsa primavera grazie agli strumenti di sostegno utilizzati nel frattempo.

A pesare, però, ci sarebbero un ritmo di rilancio economico lento e gli effetti eventuali dell’epidemia in altri Paesi UE. Importazioni ed esportazioni potrebbero calare drasticamente.

Uno scenario, quindi, non sperato ma considerato dall’esecutivo. Un PIL ancora in caduta nel 2021 sarebbe un disastro. L’Italia eviterà un tale peggioramento?

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