Economia USA: Fed e COVID stanno peggiorando le prospettive?

Quale futuro per l’economia degli Stati Uniti? Un’analisi mette in evidenza gli effetti a medio e lungo termine delle mosse della Federal Reserve e della pandemia.

Economia USA: Fed e COVID stanno peggiorando le prospettive?

Nell’ultima conferenza stampa ufficiale della Federal Reserve, Powell non ha sorpreso: tassi di interesse fermi e occhi sempre puntati sull’evoluzione del coronavirus.

Che l’economia USA sia bloccata dagli effetti della pandemia è ormai chiaro. Le conseguenze del virus sul mondo delle imprese, del lavoro e, in generale, sui movimenti finanziari della potenza mondiale sono evidenti, nonostante Trump cerchi di disegnare un futuro di rosea ripresa.

I fari sono puntati anche sulle mosse della stessa banca centrale e sulla direzione che prenderà soprattutto per quanto riguarda l’inflazione. Ecco perché, stando a un’analisi, il connubio COVID e Fed sta allontanando gli Stati Uniti dalla normalità economica.

Coronavirus e Fed: la situazione USA

L’analisi schietta sul momento economico degli USA e sul ruolo che stanno giocando Fed e pandemia è arrivata dall’economista Chris Martenson.

Innanzitutto, a detta dell’analista e ricercatore, il coronavirus sta senza dubbio avvolgendo gli Stati Uniti in una grande e persistente incertezza. Tuttavia, oltre la pandemia, le banche centrali sono impegnate in una sorta di esperimento sociale e stanno facendo “fluttuare gli yacht dei miliardari sempre più in alto mentre sempre più persone nella media annegano”.

Cosa significa? Secondo Martenson, tra marzo e aprile 2020, la Fed ha aggiunto l’incredibile cifra di 282 miliardi di dollari alla ricchezza dei miliardari statunitensi, continuando a comprare sempre più attività finanziarie detenute principalmente dai già ricchi.

Entro maggio 2020 il totale aggiunto è diventato 434 miliardi di dollari, accresciuto in 583 miliardi di dollari a giugno e arrivando a 637 miliardi a luglio.

Considerando che il PIL degli Stati Uniti è sceso del -32,9% (tasso annuo) e ha registrato un tasso annuo di 19.408 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2020, la Federal Reserve statunitense aveva concesso un 3,3% dell’intera produzione del Paese ai miliardari statunitensi.

Tutto questo, nella visione dell’economista, non dà buone prospettive. Anzi, la banca centrale starebbe generando enormi rischi sistemici che potrebbero distruggere l’economia e gran parte della prosperità futura USA.

In questo scenario va aggiunta l’incapacità dell’amministrazione statunitense di gestire la pandemia anche a livello sanitario. Decine di milioni di posti di lavoro sono scomparsi e si teme una forbice sempre più ampia di ingiustizia sociale.

FED verso una politica di rialzo dell’inflazione?

L’ulteriore dubbio di Martenson riguarda la politica di inflazione. Sarà tollerato dalla Fed un livello più alto?

Se sarà così, la prospettiva non sarà buona e la svalutazione del dollaro colpirà la popolazione. Come spiegato dall’economista:

“La Fed lascerà che l’inflazione abbia uno strappo. Ora, l’inflazione è semplicemente un furto consentito dal Governo. Ruba un po’ degli sforzi di tutti, custoditi come risparmio in denaro e li trasferisce a se stesso e ad alcuni addetti ai lavori ben collegati...Taglia un centesimo di potere d’acquisto da ogni dollaro....sottraendo e trasferendo tante decine di miliardi di dollari di potere d’acquisto.”

La riflessione, quindi, è così sintetizzata: tra la diffusione del coronavirus ancora preoccupante e le mosse della Fed la speranza per l’economia USA di tornare alla normalità è molto lontana.

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