Ecobonus: cessione del credito tra parenti? I chiarimenti delle Entrate

Cessione dell’ecobonus per le spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico: con la risposta del 31 ottobre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti tra cui il trasferimento del credito corrispondente tra parenti.

Ecobonus: cessione del credito tra parenti? I chiarimenti delle Entrate

La cessione del credito corrispondente all’ecobonus per le spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico non può essere ceduta tra parenti non collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

La cessione dell’ecobonus ad altri soggetti privati infatti è consentita solamente quando questi siano collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione fiscale.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in risposta all’interpello del 31 ottobre 2018 da parte di un contribuente interessato alla cessione dell’ecobonus per le spese finalizzate ai lavori di riqualificazione energetica.

Ecobonus: cessione del credito corrispondente, i chiarimenti delle Entrate

Con la risposta n. 56 del 31 ottobre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente all’ecobonus.

La cessione dell’ecobonus non può avvenire unicamente sulla base del legame familiare ad esempio tra padre e figlio, come nel caso prospettato dall’interpellante.

L’Agenzia delle Entrate spiega che per soggetti privati cessionari devono intendersi quelli collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione Irpef, come chiarito nella circolare n. 11/E del 18 maggio 2018.

Pertanto la cessione del credito corrispondente all’ecobonus è generalmente consentito anche per i lavori di risparmio energetico su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, ma solamente in relazione alle spese sostenute per tali interventi.

Agenzia delle Entrate - risposta n. 56 del 31 ottobre 2018
La risposta n. 56 del 31 ottobre 2018 in cui l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alla cessione dell’ecobonus.

Ecobonus: cessione del credito d’imposta, quando è possibile?

Sulla cessione dell’ecobonus l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti elencando diversi casi in cui è possibile il trasferimento del credito d’imposta corrispondente.

In risposta all’interpello del contribuente che ha chiesto alcuni chiarimenti in merito alla cessione dell’ecobonus per i lavori di risparmio energetico, l’Agenzia ha chiarito che:

  • la cessione del credito d’imposta è consentita anche quando i lavori riguardano singole unità immobiliari ma solo per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2018;
  • la cessione dell’ecobonus 2017 andava comunicata entro il 9 marzo 2018, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata, ma non avrebbe potuto riguardare le spese per interventi su singole unità immobiliari proprio perché per queste ultime la cessione del credito è stata introdotta dal 2018;
  • circa le modalità da osservare per il perfezionamento della cessione non vi sono specifiche prescrizioni né sulla modalità in cui formalizzare l’accordo né sulle regole da seguire per il suo perfezionamento;
  • la cessione dell’ecobonus non è possibile tra parenti solo sulla base del legame familiare, poiché comporterebbe effetti negativi sulla finanza pubblica che deriverebbero dalla cedibilità illimitata dei crediti d’imposta corrispondenti alle detrazioni. Inoltre per soggetti privati cessionari devono intendersi quelli diversi dai fornitori, ma collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione fiscale. Quanto chiarito è valido anche nell’ipotesi prospettata dall’istante di donazione tra padre e figlio della nuda proprietà degli immobili riqualificati.

In riferimento all’ultimo caso, l’Agenzia delle Entrate ricorda che, nell’ipotesi di trasferimento per atto tra vivi dell’unità immobiliare residenziale dove sono stati realizzati i lavori di riqualificazione energetica, le relative detrazioni non utilizzate dal cedente spettano, per i rimanenti periodi d’imposta, all’acquirente dell’unità immobiliare.

Pertanto, in caso di donazione, il beneficiario potrà comunque fruire della detrazione delle spese per i lavori di riqualificazione energetica sull’immobile, per la quota non utilizzata dal donante.

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