La risposta alla domanda se sia il momento giusto per investire in Asia non è semplice. Da un lato, la crescita economica in Giappone rappresenta per molti un segnale promettente per le azioni del Paese, nonostante le recenti turbolenze globali.
Dall’altro lato, la Cina, nonostante le sue enormi potenzialità, presenta un quadro più incerto, con una ripresa economica tanto attesa che sembra tardare ad arrivare. Dal gigante asiatico arrivano segnali contrastanti, che indicano sia opportunità che rischi.
L’Asia rimane una regione con enormi potenzialità di crescita, ma al momento è anche una delle aree borsistiche più incerte, potenziale causa di instabilità globali. Come comportarsi?
Giappone in crescita economica sorprendente
In Giappone, l’economia ha mostrato segnali di crescita superiori alle aspettative, alimentando l’ottimismo sui mercati.
L’indice Nikkei 225, uno dei più seguiti del mercato giapponese, ha registrato un aumento del 0,75% giovedì, segnando la quarta sessione consecutiva di guadagni, nonostante le gravi perdite della scorsa settimana dovute alla questione “carry trade” con la controparte statunitense.
Questo rally è stato in gran parte attribuito ai dati che hanno mostrato una crescita del PIL giapponese oltre le previsioni per il secondo trimestre del 2024. Nonostante la produzione industriale abbia subito un calo del 4,2% su base mensile a giugno, la robusta performance economica complessiva del Paese sembra aver mitigato queste preoccupazioni.
Cina, la situazione potrebbe non essere delle migliori
Il panorama economico della Cina, la seconda economia mondiale, presenta un quadro più complesso. Mentre l’indice Shanghai Composite è salito del 0,66% giovedì, recuperando dai minimi di sei mesi, i dati economici sottostanti raccontano una storia di contrasti.
Le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento del 2,7% su base annua a luglio, superando le aspettative e segnando il 18° mese consecutivo di espansione. Tuttavia, altri indicatori, come la produzione industriale, che ha mostrato un rallentamento della crescita al 5,1%, e il tasso di disoccupazione, che è salito al 5,2%, evidenziano alcune fragilità nell’economia cinese.
Inoltre, il settore immobiliare, un pilastro dell’economia del Paese, continua a mostrare segni di debolezza, con i prezzi delle case nuove scesi del 4,9% a luglio rispetto all’anno precedente. Questo è il calo più netto dal 2015, sottolineando l’aggravarsi della crisi immobiliare, nonostante gli sforzi di Pechino per stabilizzare il settore.
Cosa aspettarsi da Hong Kong?
Hong Kong, un altro importante hub finanziario asiatico, ha visto una certa volatilità nei suoi mercati azionari. L’indice Hang Seng ha registrato un calo dello 0,32%, nonostante un breve rialzo nelle contrattazioni mattutine di giovedì.
Le vendite al dettaglio in Cina, che hanno un impatto significativo anche sull’economia di Hong Kong, hanno evidenziato una crescita moderata, ma l’incertezza persiste a causa delle debolezze nel settore immobiliare e dell’aumento della disoccupazione.
Hang Seng, 1W
Grafico a candele settimanali dell'indice Hang Seng. Fonte: baha.com