Durc: cos’è, a cosa serve, richiesta online. La guida completa

Antonella Ciaccia

23/08/2022

23/08/2022 - 21:15

condividi

Tutto sul Durc, il documento unico di regolarità contributiva: l’attestazione che permette di verificare la correttezza dei pagamenti, adempimenti previdenziali e assicurativi da parte delle aziende.

Durc: cos'è, a cosa serve, richiesta online. La guida completa

Il Durc, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, è un’attestazione che certifica la regolarità contributiva e assicurativa delle imprese e dei lavoratori autonomi.

È necessario che le aziende lo forniscano in tutti casi in cui stipulino contratti di servizio con organi pubblici o privati, ma anche per beneficiare di agevolazioni da parte di enti e Pubblica Amministrazione.

Il documento va richiesto online, tramite i portali Inps o Inail, o alle Casse Edili. Dal 2015, difatti, per facilitare le procedure nell’ottica della dematerializzazione, la modalità di richiesta è possibile unicamente in via telematica.

Approfondiamo in questa guida a cosa serve il Durc, quali sono i soggetti obbligati e come svolgere la procedura di verifica di regolarità tramite i servizi digitali messi a disposizione dalla Pubblica amministrazione.

Cos’è il Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc)?

Il Durc è un certificato che attesta la regolare posizione contributiva, previdenziale e assistenziale del soggetto richiedente, impresa o pubblica amministrazione appaltante.

Ottenere questa certificazione significa quindi aver assolto correttamente e nei tempi previsti tutti gli adempimenti richiesti dalla legge.

Il Durc è stato introdotto nel 2002 come requisito di partecipazione agli appalti pubblici; successivamente il Codice degli Appalti del 2006, con norma sostanzialmente riproposta nel nuovo Codice di cui al dlgs 50/2016, ha generalizzato la presenza del Durc per gli affidamenti di lavori pubblici e per la gestione di alcuni lavori edili privati.

Durc: richiesta online? Ecco i soggetti interessati

Il Durc è uno dei documenti che, ai fini della verifica dell’idoneità tecnica-professionale, devono esibire al committente o al responsabile dei lavori:

  • le imprese;
  • le imprese esecutrici;
  • le imprese affidatarie;
  • i lavoratori autonomi.

Con il Durc si dichiara la regolarità contributiva nei confronti di Inps e Inail; per le imprese tenute ad applicare i contratti del settore dell’edilizia ci si riferisce alle Casse edili. Tutto sempre in modalità telematica e in tempo reale, indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare.

I soggetti abilitati a effettuare la verifica di regolarità sono:

  • le amministrazioni aggiudicatrici, gli organismi di diritto pubblico, gli enti aggiudicatori e altri soggetti aggiudicatori, i soggetti aggiudicatori e le stazioni appaltanti;
  • la Società Organismi Attestazione (Soa), di attestazione e qualificazione delle aziende con il compito istituzionale di accertare e attestare l’esistenza, per chi esegue lavori pubblici, dei necessari elementi di qualificazione, compresa la regolarità contributiva;
  • le amministrazioni pubbliche concedenti;
  • le amministrazioni pubbliche procedenti, i concessionari e i gestori di pubblici servizi che agiscono ai sensi del decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
  • l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse;
  • le banche o gli intermediari finanziari, previa delega da parte del soggetto titolare del credito, in relazione alle cessioni dei crediti certificati utilizzando la piattaforma elettronica di certificazione dei crediti.

La richiesta deve essere effettuata dal datore di lavoro, in relazione a tutte le tipologie di rapporti di lavoro subordinato e autonomo, compresi quelli relativi ai soggetti tenuti all’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata e i lavoratori autonomi.

Durc: i soggetti tenuti al rilascio della certificazione

A decorrere dal 1° luglio 2015, con l’entrata in vigore del decreto ministeriale 30 gennaio 2015, la verifica della regolarità contributiva avviene con modalità esclusivamente telematiche e in tempo reale.

Il Documento di Regolarità Contributiva viene rilasciato dalla Cassa Edile competente per territorio in caso di richiesta per lavori edili, mentre negli altri casi viene rilasciato dalla sede Inps o Inail competente per territorio a seconda dell’Ente al quale è stata presentata la richiesta.

Pertanto, chiunque abbia interesse, può verificare sulle piattaforme online, con un’unica interrogazione e in tempo reale, la regolarità contributiva di un’impresa nei confronti di:

  • Inps;
  • Inail;
  • Casse edili, per le imprese classificate o classificabili ai fini previdenziali nel settore industria o artigianato alle attività dell’edilizia, nonché per le imprese che applicano il relativo Contratto Collettivo Nazionale sottoscritto dalle organizzazioni, per ciascuna parte, comparativamente più rappresentative.

Perché richiedere il Durc?

Come anticipato, la richiesta online del Durc serve ad attestare la regolarità della propria posizione verso le casse previdenziali.

Tale regolarità deve essere attestata nei seguenti casi:

  • per tutti gli appalti pubblici, intendendo non solo gli appalti di lavori pubblici in senso stretto (legge n. 109/94 e successive modifiche e integrazioni), ma anche gli appalti di servizi e forniture (decreti legislativi n. 358/92 e n. 157/95 e successivi);
  • per la gestione di servizi e attività pubbliche in convenzione o concessione.
  • per i lavori privati in edilizia soggetti al rilascio di concessione prima dell’inizio dei lavori;
  • per il rilascio dell’attestazione Soa;
  • per l’iscrizione all’Albo dei Fornitori;
  • per l’assegnazione di agevolazioni, finanziamenti e sovvenzioni, ove previsto dalle normative specifiche.

Il Durc è necessario nei lavori di edilizia privata?

Secondo la normativa vigente in alcune circostanze è necessario che le imprese edilizie siano in possesso del Durc anche per l’esecuzione di alcuni lavori di edilizia privata, cioè tutte le opere realizzate in favore di un committente che non è una Pubblica Amministrazione.

In particolare, l’impresa appaltatrice ha il dovere di dotarsi dell’attestazione in tutti i casi in cui i lavori da svolgere sono sottoposti alla condizione del rilascio di autorizzazioni amministrative, come Dia, Scia e Permesso di Costruire.

Ne consegue che il Documento di Regolarità Contributiva risulta obbligatorio quando è necessario effettuare lavori di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento, per i quali le leggi e gli strumenti urbanistici richiedono la presentazione di un’istanza di autorizzazione al Comune.

Inoltre, l’impresa edile è obbligata a richiedere il Durc anche alle eventuali ditte subappaltatrici cui abbia affidato una o più porzioni dei lavori nel proprio cantiere, onde verificare la regolarità contributiva di queste ultime. In assenza, l’impresa subappaltatrice non ha diritto ai pagamenti per l’opera effettivamente prestata.

Segnaliamo inoltre che a partire dal 1° Novembre 2021, il Durc è divenuto obbligatorio per ogni cantiere privato di importo superiore a 70.000 euro e attraverso lo stesso dovrà essere denunciato un numero minimo di lavoratori per tipo di lavorazione.

Si tratta del cosiddetto Durc di congruità edilizia, obbligatorio per ogni cantiere pubblico e per tutti quelli privati di importo superiore a 70.000 euro che è stato introdotto per contrastare i fenomeni di dumping contrattuale e proteggere il valore del lavoro degli addetti.

Quali informazioni contiene il Durc?

Il documento, generato in formato Pdf non modificabile dalla piattaforma online a cui ci siamo rivolti, avrà i seguenti contenuti minimi:

  • denominazione o ragione sociale, sede legale e codice fiscale del soggetto nei cui confronti è effettuata la verifica;
  • iscrizione a Inps, Inail e Casse edili;
  • dichiarazione di regolarità;
  • numero identificativo, data di effettuazione della verifica e di scadenza di validità del Durc online.

La disponibilità dell’esito è comunicata all’indirizzo Pec registrato dal richiedente nel sistema nella fase di accesso al servizio «Durc online».

Durc online: qual è la validità del Documento Unico di Regolarità Contributiva?

L’esito positivo della verifica di regolarità genera il Durc online che ha una validità di 120 giorni dalla richiesta.

Se la procedura non fornisce in tempo reale un esito di regolarità, ciascuno degli enti provvede a trasmettere tramite Pec all’interessato o al soggetto da esso delegato l’invito a regolarizzare entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell’invito medesimo.

La verifica è effettuata nei confronti dei soggetti ai quali è richiesto il possesso del Durc: datore di lavoro, con riguardo a tutte le tipologie di rapporti di lavoro subordinato e autonomo, compresi quelli relativi ai soggetti tenuti all’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26 della legge 22 marzo 1995, n. 335, e lavoratori autonomi.

Nel caso in cui al codice fiscale per il quale è richiesta la verifica risulti associato un Durc online in corso di validità, il sistema rinvia allo stesso documento.

Il Durc online può essere utilizzato, entro il periodo di validità, in tutti i procedimenti in cui sia richiesto. Per tutto il medesimo periodo è inibita la possibilità di attivare una nuova interrogazione per lo stesso codice fiscale.

Il documento inoltre sarà liberamente consultabile oltre che dal soggetto che lo ha richiesto anche da chiunque abbia interesse.

Iscriviti a Money.it